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Archivio Dicembre 2004

Biblis

30 Dicembre 2004 3 commenti


Che scrivere in questi giorni? Come non sentirsi vuoti, qualsiasi parola si dica. Ma cosa è l’uomo se non ha speranza?
Queste parole e il quadro che accompagna si chiamano Biblis

Sappiamo come vanno le cose
Di come ogni cosa per cui lottiamo
In un secondo possa cadere
Per terra
Nella polvere

Sono emersi dallo Stige
Sono emersi dal dolore
Per trovarsi insieme, fratelli nella morte
E scoprire con loro grande sorpresa
Che Dio è una donna e perdona tutti

Camminiamo indifferenti immersi
In un oceano di rumore
Tale da sommergere le parole
Con il fruscio
Con lo stridio fastidioso dei denti

Sono emersi dal quel mare immoto
Sono emersi nudi
Tenendosi mano nella mano
Scoprendosi uguali
Davanti a Dio, che è una donna e sorride sempre

Guardiamoci negli occhi
Mandiamo forti segnali al mondo
Tali da soverchiare il rumore dell?odio
Ricevere
E trasmettere

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Blu

29 Dicembre 2004 Commenti chiusi


Molte volte scrivere comporta tempo e la necessità di trovare la forma giusta per esprimere ciò che è chiaro nella mente , ma diventa piatto sul foglio. Ciò succede molto spesso quando si prova a descrivere un sentimento che coinvolge tutta l’essenza di una persona, che incontra tutti i sensi.
A volte le parole scivolano sulla carta come una pioggia primaverile, facili e leggere.
Questa parole si sono chiamate “blu”

Mi sono perduto , ignaro del tempo che passava
Mi sono abbandonato, conscio dell?oblio
Nel tuo cielo, profondamente blu
Poi, nuovamente in viaggio, così tante miglia da casa mia
Così solo e fragile, passi timidi verso la stabilità
Senza il tuo cielo, profondamente blu
E sento la stessa voce che mi chiama
Che urla dal mio cuore ed è un urlo, un urlo così disperato
Che echeggia nel tuo cielo, profondamente blu
Sotto questa immensità trafitta di stelle
Nel gelo di un inverno senza fine
Mi arrendo al fato di questo amore, profondamente blu

Il quadro che accompagna è di Corot e si intitola “la primavera della vita”

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Fra le tue braccia

28 Dicembre 2004 6 commenti


Molto spesso concentriamo la nostra attenzione sulle preoccupazioni , talvolta ci lasciamo sprofondare nel mare dei rimpianti e dei ricordi.
In quei momenti il mondo perde i suoi colori e diviene come la proiezione di un film in bianco e nero. Ogni tanto, però, accade che ci sia un modo per ritrovare i colori.
un modo può essere ..Fra le tue braccia

Accetti tutto quello che faccio,
tutto quello che dico
vado e vengo
e mi abbandono al tuo tenero calore
fra le tue braccia
Amore,
molte volte mi sento così perso,
il vuoto riempie il mio cuore
così scappo via,
guido nella notte
e mi trovo dove vivi
senza orgoglio
senza difese
fra le tue braccia,
la soluzione di tutte le mie ricerche infruttuose,
tocco la luce
sento il calore
del tuo amore.
Amore,
a volte sento così tanto dolore
sento il peso della vita
il passo strascicato della sopravvivenza,
ma senza rumore,
come un sospiro
torna la speranza.
Fra le tue braccia
ogni cosa detta , ogni azione
ogni piccolo sospiro
ogni istante di tenerezza
trova un senso.
Fra le tue braccia

il quadro che accompagna è di Bouguereau e si intitola Le Bohemian

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il Maurizio Con Panza Show

27 Dicembre 2004 3 commenti


Un tempo si diceva “si è quel che si legge”, alcune volte qualcuno sosteneva che “si è quel che si veste”, altri sostenevano che “si è quel che si mangia”. In questo nuovo millennio si può senza dubbio dire che “si è quel che si guarda”

E noi tutti guardiamo il “Maurizio Con Panza Show”

una donna alla finestra
un uomo al bar
tutti mi riconoscono
tutti sanno chi sono
tutti mi guardano in TV
io sono simpatico alla gente
li faccio impazzire
so mostrare quel che vogliono vedere
e ciò che vogliono è eccesso
e la gente mi piace
quando mi batte le mani
quando mi consente lauti guadagni
che grande show è il Maurizio Con Panza Show
ogni eccesso che puoi immaginare
lì lo puoi trovare
la reputazione di cui godo
è che io sia come un chirurgo
estraggo il marcio da ogni persona
lasciando che siano loro stessi
che siano riconoscenti verso di me
?mia moglie ha un amante?
?sono innamorato del violentatore di mia figlia?
?mia sorella vende sesso?
?la mia mistress mi frusta?
?picchio a sangue mia moglie?
?vado nei privè?
ma che show è il Maurizio Con Panza Show
Porto in TV il marcio che c?è dentro di noi
Tutto conta meno del mio indice di gradimento
Sono un animale mediatico
Sono un uomo che porta il mostro davanti alla telecamera
Faccio i soldi con i malati
Divento popolare con i depravati
Mi compiaccio se si insultano
E se le cose vanno male chiedo al maestro
Uno squillo di trombe proprio prima dello stacco pubblicitario
Comprate , Comprate , i miei sono solo consigli
Basta che acquistiate i prodotti che vi dico io
Ma che show è il Maurizio Con Panza Show
è showtime
non ho scrupoli
gli scrupoli non fanno audience
invece io voglio che l?indice cresca fino alla stelle
non mi interessa se ferisco I sentimenti
io voglio che ci sia sangue nel mio show
venite a mostrare I vostri eccessi segreti
venite a far vedere quanto siete perversi
la miglior tv che abbiate mai visto
sento che applaudono
sento che chiamano il mio nome
SHOWTIME
Venite ora
Venite ora
Venite ora
Venite ora

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contributo da julie

23 Dicembre 2004 3 commenti


SE

Se qualcuno passerà di qui
dia uno sguardo all’arcobaleno
tutti i colori che vedrà sono cristalli di lacrime
che abbiamo pianto.
se qualcuno si fermerà qui
sorrida all’arcobaleno
tutti i sorrisi che riceverà indietro sono pezzi del paradiso
che ci siamo guadagnate
se qualcuno lascerà questo posto
che spenga la luce

love

julie

Julie Monti è una ragazza di Boston, che conosco da parecchi anni. In lewi c’è molta, troppa sofferenza, ma anche una incredibile forza interiore.
Questa poesia è dedicata a un gruppo di sostegno , di cui lei è parte, che si occupa di donne vittime di abusi sessuali.

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è solo amore

22 Dicembre 2004 1 commento


L?inizio
Una sedia scostata
Un tavolo
Un bicchiere mezzo pieno
Montagne di piatti da lavare
Luce bianca di neon
Il televisore che parla
Fogli caduti, mezzi scritti
Accartocciati
Un velo opaco di polvere
Disordine di giorni
Casa mia!
Fuori e dentro di me
Un mare nero come la notte
Immoto
Cerco le stelle
Ma il sopra e il sotto sono la stessa cosa
Come da bambino
Avvicino una conchiglia all?orecchio
Solo per sentire l?urlo disperato che produce
Immagini di rimpianto
Quadri di piacere
Danzano intorno a me
Forsennati
Come un agnello sacrificale
Giaccio a terra
Osservando una notte molto luminosa
Punteggiata di stelle
Che non sembrano finire mai?

Come una farfalla
?qualcosa si sta formando nell?aria,
ma nessuno sembra accorgersene,
vanno avanti e indietro come se nulla fosse,
mentre un vento caldo e forte getta sabbia sui miei occhi, sul mio corpo,
solidificandosi in una crosta che impedisce di muovermi
e io mi sento ora come una farfalla che vola sulla superstrada
in attesa di un parabrezza?

melodia tv
?echi di notorietà, mentre mitiche starlette camminano tutto intorno
c?è Maurizio Costanzo con la sua pancia e lo sguardo pieno di retorica
che dice ?scegli bene il tuo padrone anche se non lo ammetterai mai?
il Klu Klux Klan vende kebab all?angolo della strada
Dario Fo spiega a uno straniero la storia dello Zanni
E un lumbard gli da del meridionale
Una voce illustra le meraviglie di un nuovo telefonino che ferma il tempo
Degli studenti leggono Dante , un intellettuale dissente
Echi di cultura nel perizoma della Marini
Groucho e le veline giocano alla morra
E nessuna nave parte più
Perché non c?è più un approdo
Così i bambini restano a casa a giocare
A giocare con spine e coltelli?

prigioniero
sento il sole che brucia nel petto
sento il sole che esplode nel petto
sento che tutto preme sulla mia pelle
imbottigliato in questa forte pressione
solo il mio sguardo può esprimere la mia ossitone
prigioniero come sono in questa gabbia
stalattiti e stalagmiti mi circondano
le labbra sono secche
la gola è arsa
liberatemi,
portatemi lontano da questa follia!
Dopo un po? la mia natura cinica riemerge
E sento che la mia condizione non è molto diversa da quella di tanti
Così che per un momento mi sembra di volare
Fuori da questa prigione la vedo passare
Lei, gira la sua testa così lentamente
Urlo ?aiutami!?, prima che se ne vada
Ma lei mi guarda senza una parola
E se ne va lasciandomi in una paura liquida
Mentre una solitaria lacrima di sangue scende su una sua guancia
Nella trappola sento uno strappo
I muscoli spingono
Il respiro sembra mancare
Le orecchie ronzano
Fuori lei scompare
E alla stessa maniera mi ritrovo libero
Libero
Libero di andare
Fuori, fuori, fuori?

La processione della umanità in scatola
? torno per strada
c?è una strana processione popolata di umanità varia
qualcuno spinge, qualcuno invita
è la grande parata dell?umanità in scatola
gruppi di massaie camminano recitando il catalogo vestro
altri , in bombetta, commentano con piacere gli ultimi dati dell?economia
?tagliano le tasse così chiudono gli ospedali?
sono confuso , mentre gli altoparlanti declamano spot pubblicitari
è la grande parata dell?umanità in scatola
come si può mancare al grande show del conformismo?

Ricordi di casa
? vedo facce e tracce di casa
così pensate che io sia un superficiale?
Pensate che non sia nato per l?azione?
Io sono il solo che fa della debolezza una forza
Mi hanno buttato fuori da tutto
E tutti mi hanno preso, se capisci che intendo, si capisci ciò che intendo
Oh devo essere pazzo
Perché non me ne frega di chi colpisco
Io , io non sono un pezzo di merda
Ma non me frega nulla di cosa faccio , se faccio male o bene
Brucerei tutto in questo mondo
Distruggerei il vostro benessere
Metterei sotto ai piedi la vostra ipocrisia
La vostra falsa bontà
Poggiata sopra le spalle di quelli che non vi riconoscono
Per quello che siete?

Cuore romantico
?guardo il sole che tramonta e il cielo colorarsi di pesca
nuvole bianche si abbracciano alla profondità dell?infinito
mentre brillanti punti di luce trapuntano la coperta celeste
in un attimo di amore?

Non vedo l?ora
? non vedo l?ora
ho una lista di nomi e di numeri
il giorno del giudizio arriva
e proverò se è vero quello che dicono gli esperti
devo trovare una ragazza che voglia uscire con me
lo devo fare prima che sia troppo tardi
ho studiato tutte le pagine , tutte le figure del libro
e ora è il tempo di sperimentare
non vedo l?ora
non dire nulla , lascia che le mie dita facciano tutto
qualche problema a pagina 7
veloce come il vento a pagina 11
fra un po? c?è il Paradiso, pagina 15 è vicina
Casanova chi sei?
Ancora non vedo l?ora
Ho trovato qualche insormontabile problema
E la mia signora se n?è andata
Ancora una volta
Ancora una volta mi ritrovo solo con le mie mani?

Andare avanti per uscire
.. ho lasciato il caos della strada,
sono entrato in una casa illuminata da luci rosse e gialle
dentro, vecchi proiettori illuminano le pareti
di i film muti
la gente cammina osservando le immagini sui polverosi, pesanti tendaggi di velluto rosso
e avanza spinta da un impulso segreto
andare avanti per uscire
e c?è solo una direzione nei loro sguardi
ed è sopra
dove qualcuno mi ha detto ci sono i saggi
così tutti avanzano come le foglie della foresta lottano per il sole
il senso di polvere e di vecchiume ci accompagna
avanziamo strusciandoci, urtandoci, picchiandoci
andare avanti per uscire
uomini e donne
con una sola volontà
con una sola espressione
andare avanti per uscire?

la grande stanza della decisione
?entro in una grande stanza oppressa da velluti e librerie,
c?è una folla vociante che cerca ascolto,
il ricco è davanti a me, il povero è alle mie spalle
entrambi hanno una soluzione,
ma sembra che il pallino del gioco sia in altre mani.
io sono confuso e spaventato
avrei tanto bisogno di una parola di conforto
di un momento di affetto
io sono senza riferimenti
avrei bisogno della mia stella polare
o almeno di un po? di polvere
sono così solo con la mia solitudine
e ogni decisione che prendo mi riporta qui.
il prete e il santone spiegano come si giunge al cielo,
mentre un accademico dimostra matematicamente che si sbagliano.
Mio papà e mia mamma mi sfiorano,
ma io resto solo nel mio terrore
io ho bisogno di qualcuno a cui credere
io ho bisogno di qualcuno in cui riporre fiducia,
che sia facile e mi voglia aiutare,
ma qui,
qui è tutto così difficile
io,
io vi darò tutti i miei sogni
se mi aiutate ad andare via
via di qui

lilith
? la sala era in piena confusione
la gente si spingeva e urlava
in quel caos qualcuno mi prese la mano
?non dire nulla e vieni?
Una ragazza pallida con una veste nera
Mi conduce decisa via da quel posto forsennato
Sin dentro un lungo tunnel buio
È un cammino difficile e avverto presenze
E terrori che non ho mai detto
Un lungo ostinato cammino
Nello sporco e nel freddo
Più volte cado nella melma
Più volte mi aiuta a sollevarmi
Una luce, diffusa da una nebbia verdognola
Mi indica la fine del percorso
Ho paura di avanzare non sapendo in quale altro terrore finirò
Ma non voglio tornare indietro sino a quella confusione
Volgendomi alla mia guida
Muto la osservo andare via nel buio della galleria
?chi sei?? chiedo
prima di svanire nell?oscurità sussurra
?sono la tua Lilith?

comunque
? cammino indeciso verso la luce che intravedo alla fine del tunnel
trattengo il fiato, penso che forse anche questa volta ho salvato la pelle
comunque non mi importa più
ci sarà forse oro in Paradiso, ma per quelli come me il Paradiso non c?è
sento che sto sbucando esattamente ai piedi di un arcobaleno
o forse no, quello che immagino è solo che qualcuno mi dica
?buongiorno, ci sei anche tu nel mondo?..

la donna serpente
?sono in una grande sala
illuminata da neon azzurri e grandi vetrate che danno su un giardino innevato
una piscina dall?acqua azzurra e immota è al centro della scena
il silenzio è assoluto
una donna
stupenda nella sua perfezione
si avvicina e mi bacia in silenzio
stupefatto, osservo i suoi occhi e senza terrore scopro che sono di serpente
cedo al suo abbraccio
?, benvenuto nella casa della donna serpente?
mettendo la paura nelle mie tasche
mi abbandono a quella bellezza
e lei con la sua lingua tocca e assaggia tutto ciò che è mio
mentre mi perdo in un languore senza precedenti
una magia che non ho mai immaginato,
improvvisamente
la sua bellezza è sconvolta da spasmi mortali
e mentre si accascia sussurra ?ti ho sempre amato?
osservo la scena e poi colto dal terrore corro verso un portone semi aperto
giunto all?uscita
guardando alle mie spalle
noto che tutto è tornato come prima
e non c?è traccia di quel che è successo
la scena è pronta per un nuovo arrivato?

La comunità
?un mormorio come di preghiera mi attira verso un nuovo edificio
il cui ingresso è celato da veli bianchi agitati dal vento
dentro un profumo pungente di incensi,
musiche di surdo, campanellini e tamburi
una moltitudine è raccolta in meditazione , mentre un guru mormora delle nenie
cammino sospettoso in mezzo alla loro indifferenza
osservando i loro visi pallidi e i corpi emaciati
in fondo al salone alcune figure in camice bianco
mi fanno cenno di andare verso di loro
sorridendomi con un sorriso di plastica
mi sussurrano che il Dottore mi aspetta
e se il Dottore attende non bisogna mai farlo spazientire
perciò coraggio uomo, muovi i piedi?

il Dottore
??benvenuto! Unisciti a noi e vedrai
unisciti a noi e potrai,
unisciti a noi e cambierai!
Guardo il Dottore che mi parla e sorride
Mentre mi tocca e visita ogni parte della mia intimità
?Bisogna scavare molto nello sporco per tirare fuori il male che è in te
Male che cresce proprio in te
Che cresce nel tuo sesso, che è il posto del male?
Le sue mani sono una presenza costante sul mio corpo
?con noi proverai tutte le sfumature della perversione sino a liberare
la tua vera natura, perché per tutti c?è un posto segreto dove nascondere
i sogni più malati?
il Dottore mi sorride e con la voce melliflua mi dice che
il mio destino è segnato perché il veleno della donna serpente mi ha reso
come tutti quelli che vivono in quel posto assurdo
Mi sollevo sui gomiti e gli urlo che non sarò mai come loro
?che peccato? sospira e suona un campanello
a comando appaiono alcuni assistenti
io sono bloccato dal terrore di quella visione
?ti presento le mie creature, guarda , ammira come diventerai,
sei certo di voler essere così , nel mondo, là fuori???
Gli uomini e le donne entrati sono esseri deformi,
col corpo coperto da orrendi bubboni,
mi guardano con occhi infinitamente tristi , ma non mi parlano
privi come sono della bocca
Ancora una volta devo scegliere e sono così solo e disperato
Vedo una finestra e mi getto nel vuoto..

Il cielo brillante di stelle
.. mi sveglio e sono sulla riva di un torrente
apparentemente sono me stesso
improvvisamente un rumore
e una porta si spalanca
e oltre un ambiente amato: casa mia!
Sarà la fine di questo incubo
O l?inizio di un nuovo tormento?
E il cielo è così brillante di stelle
La porta si chiude lentamente
Devo entrare o starò qui per sempre
Mentre mi avvio
la vedo mentre nuota disperatamente
Prigioniera delle acque
E il cielo è così brillante di stelle
Devo scegliere se accorrere e salvarla
Oppure ritornare alla pace di casa mia
Lenta la porta si chiude
Mentre mi tuffo nelle acque turbinose
E il cielo è così brillante di stelle?

Nelle rapide
?nuoto e affondo, sbatto contro le rocce
sei più vicina , ti prendo, no sfuggi
la corrente ci trascina
siamo abbracciati ora
ti stringo e ti proteggo con il mio corpo
fino a quando tutto si acquieta
e finalmente tocchiamo , esausti la riva..

sei tu?
Uscendo barcollando dall?acqua
Ti appoggi a me
Fa freddo, sentiamo freddo dentro
Il rombo del torrente sembra frantumarci
Cadiamo carponi sulla sabbia
Siamo salvi
Siamo insieme
E nulla ci separerà
Lei solleva lentamente il viso
Qualcosa è cambiato
Non è il suo volto
È il mio
Il mio

Cresce
Cresce dentro di noi
Cresce con noi
Nel pensiero
È presente, è nostro
Un piccolo pezzettino ci nutre più di una cena
È un pensiero costante
È un desiderio spesso inespresso
È proprio in mezzo
Ogni decisione che si prende,
ogni momento di incoscienza
ogni attimo di abbandono
ed è qui
ed è mio

è solo amore , ma mi piace

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Il libro delle parole non dette

20 Dicembre 2004 5 commenti


Tengo il libro delle parole non dette
stretto fra le mie braccia,
Ho letto oltre le righe
Ho visto le tue foto
Ti ho sentita chiamare il mio nome
Non mi dai garanzie per restare
Non mi dai ragioni per andare via
Mi chiedi solo la forza stare al tuo fianco
Ma non mi aiuti , non vuoi aiutarmi mai
È scritto nel libro, una storia triste non trovi?
Oggi è caldo come non lo è mai stato,
Ma io sento tanto freddo
E non so il perché
Abbiamo cercato di parlare
Ma il tuo cuore è così distante
Così ogni cosa perde senso, le parole cadono come polvere , stanche
Qualsiasi cosa ci sia successa ormai è tardi
Per rimettere insieme i cocci
Ma aspetta un momento!
Non capisco
Vuoi che resti
Vuoi che vada
Sento che sto perdendo il controllo
Non vedi che sto franando in mille pezzetti?
Se vuoi che io resti perché non fai nulla
Se vuoi che vada, perché mi dici parole così tenere?
Molte, troppe volte
Mi trovo indeciso sul mio destino
Se restare o abbandonare il palcoscenico
Ma sembra proprio che qualcuno mi tenga prigioniero
Abbia chiuso questa gabbia
E abbia gettato via la chiave
Come posso essere stato così cieco
Me ne sto in un angolo con la testa fra le ginocchia
Per nascondere che piango, per illudermi che sono ancora padrone di me
Come posso essere ancora così cieco?

Il quadro di oggi è una stupenda opera di Jean Richardson, chiamata “risen moon”

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Da qualche parte, profondamente

17 Dicembre 2004 1 commento


C’è stato un tempo,
ora disperso in questo oceano di solitudine,
in cui era facile dirti t?amo
Da qualche parte, profondamente
mi sono perduto in te
lasciando che l?anima si abbandonasse
in un inesplicabile languore

accompagna le mie parole un quadro del Dorè , chiamato “oceanidi”

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Sogno di un mezzogiorno di mezza estate

16 Dicembre 2004 Commenti chiusi


Tic toc tic toc
È mezzogiorno, è ora di mangiare
Il sole picchia
E me ne sto sdraiato sull?erba
Sento la tua voce che mi chiama
?alzati che è pronto!?
E poi il vicino , che ti corteggia
Come un vero salame
Sulla staccionata due cardellini
mi fanno “cucù!”
Me ne sto con un filo d?erba in bocca
A guardare il blu
Mentre il mondo recita il suo spettacolo
Sabato e poi domenica
A oziare , a dormire,
Mentre la voce del mio vecchio professore che dice
?c?è un futuro per te nel ramo assicurazioni?
mannaggia !
devo proprio ringraziare i miei anni universitari
per aver formato un vero fallimento
fa caldo e spira un vento profumato di fieno
che allergia, che prurito
così una voce , sicuramente ispirata dalla febbre,
?sei quello che vesti?
no,
?sei quello che leggi?
nemmeno!
?oggi si è quello che si guarda?
continuo a poltrire coricato sull?erba
perché mai terrò questo stelo in bocca
forse solo perché mi costa fatica sputarlo
sembra strano, certo illogico,
ma oggi sembra che sappia bene ciò che voglio
ciò che sono
E? mezzogiorno ed è ora di mangiare
Il sole continua a picchiare
E posso sentirli chiacchierare
Io?
Io sono un taglia erba
Lo vedi da come cammino

L’immagine che accompagna è una stupenda pittura di William Bouguereau in titolata “the evening mood”

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Stephen Biko

16 Dicembre 2004 Commenti chiusi

“Biko” by Peter Gabriel

September ’77
Port Elizabeth weather fine
It was business as usual
In police room 619
Oh Biko, Biko, because Biko
Oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja
-The man is dead

When I try to sleep at night
I can only dream in red
The outside world is black and white
With only one colour dead
Oh Biko, Biko, because Biko
Oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja
-The man is dead

You can blow out a candle
But you can’t blow out a fire
Once the flames begin to catch
The wind will blow it higher
Oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja
-The man is dead

And the eyes of the world are
watching now
watching now

Stephen Biko fu una vittima del governo razzista del Sud Africa. Fra l’agosto e il settembre 1977 egli su sottoposto a sevizie nelle celle di sicurezza da parte della polizia.
In seguito ai pestaggi egli subì dei danni tali da rimanere in stato di semi-incoscienza, tanto che venne deciso di trasportarlo all’ospedale di Pretoria, una città a 12 ore di viaggio da Port Elizabeth. Il prigioniero venne coricato sul pianale di una Land Rover.
Poche ore dopo, il prigioniero, nudo come era stato per tutto il viaggio e per tutta la detenzione morì per danni celebrali.
Il ministro degli interni, John Kruger, pensò di congelare la notizia e solo grazie a un editore di un giornale di East London, Donald Woods, essa divenne di dominio pubblico e fece il giro del mondo.
Le indagini non portarono ad alcuna definizione di colpa, mentre a Donald Wood venne riservato il “Ban” , ovvero la perdita dei diritti civili.
I medici collegati con la vicenda Biko vennero esonerati dal South Africam Medical Commitee, ma solo dopo il 1985 ogni azione venne resa esecutiva.
Il verdetto della magistratura, emesso dopo la riconciliazione nazionale, sebbene ammettesse che la morte di Stephen Biko fosse una violazione dei diritti umani, non identificò alcun colpevole. Nessuna persona venne implicata , sebbene la sentenza ammettesse che la morte di Biko avvenne in seguito alle percosse ricevute durante la detenzione in cella di sicurezza.
Nel 1997 una amnistia generale cancellò in modo definitivo ogni reato commesso contro l’uomo e la sua dignità negli anni dell’aparthaid.

Questa è la storia di Stephen Bantu Biko. E’ la storia di una colossale ingiustizia. In quanti luoghi del mondo ci sono degli Stephen Biko? Siamo veramente liberi di esprimere le nostre idee? esiste ancora l’aparthaid?
Ognuno di noi ha la sua risposta.
Ma per un momento, un piccolo grande momento, facciamo che il pensiero vada ai reclusi per reati di opinione, alle persone torturate e private di ogni dignità per il semplice motivo che la pensano in modo diverso dalla “norma”.
Detesto l’ipocrisia dei buonisti e mi da la nausea il pietismo.
A volte incontro un caro amico che è stato nelle carceri di Pinochet e in certi momenti, nonostante la nostra profonda amicizia, non riesco a reggere il suo sguardo con il mio. Infatti io posso offrigli solo solidarietà, mentre i suoi occhi sono sprofondati nei ricordi dell’orrore.

Per questo sostengo che non ci può, no , meglio non ci deve essere riconciliazione e meno che meno perdono. Per Stephen Biko e per l’infinità di vittime che egli rappresenta

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