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Archivio Luglio 2005

Possiamo

29 Luglio 2005 6 commenti


Espressioni letterarie chiude per ferie. Le valigie son pronte, il salvagente a paperetta è gonfio, la crema abbronzante protezione 5000 comprata. Uragani e suicidi permettendo, sarà vacanza.
Questa è : “possiamo”

I bambini giocano e sono felici
Le donne brillano al sole
Le onde battono il tempo ed è dolce rock and roll
Le nuvole corrono nel blu e sembrano cavalieri

Il venditore urla che ci sono cocco e banane
Nell?aria sapore di crema abbronzante
Negli occhi il mare che si muove come un ballerino di salsa
I gabbiani solcano il cielo come aquiloni bianchi

In questa quiete che non esiste se non nei sogni e nelle canzoni
Possiamo essere uomini e donne
In questa quiete che come calore ci avvolge e ci conforta
Possiamo provare a riposare, a stringerci in un abbraccio infinito

Possiamo.

L’immagine che segue è una stupenda pittura di renè magritte : “il telescopio”

Buone vacanze a tutti

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le labbra degli amanti

27 Luglio 2005 10 commenti


Le labbra degli amanti sono la frontiera più intima. Sono la porta che conduce ai sentimenti. L’uomo e la donna che congiungono in un minimo punto le loro solitudini. Le proprie sfere che si aprono per un istante di comunione.
Questa è : “le labbra degli amanti”

Lei sta seduta
Mangia svogliatamente il suo gelato
Mentre il vento le preme il vestito leggero sul corpo
Osserva un punto lontano
Incurante di tutto quello che la circonda
Pensa che è meglio sbrigarsi, se non vuole essere in ritardo

Lui sale le scale di corsa
Lasciandosi alle spalle un letto sfatto
Il vento gli soffia in faccia
Mentre cerca le chiavi della macchina
Qualcuno ha lasciato una multa sul parabrezza
Pensa che non potrà fallire con la sua sorpresa al cioccolato

Viaggiando lontano da casa, oltre il limite stesso dell?orizzonte
Uniti in un dolce bacio d?amanti
Scoprendo che dei due si è uno e che l?uno è doppio
Che come il mare ruggisce e come la terra dona

L’immagine che segue è di Silvana Sotgiu e si intitola “l’abbraccio”

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c’è

25 Luglio 2005 6 commenti


Se Dio ci fosse, sarebbe amore. Non ha senso un Dio sanguinario, perchè mai prendersi la briga di costruire un universo per poi distruggerlo a colpi di tritolo? Questa è : “C’è”

C?è , Dio c?è , Dio c?è
C?è un Iman che chiama alla guerra santa
C?è una donna lapidata perché ha amato
C?è un bimbo che è saltato su una mina
C?è un ostaggio decapitato in iraq
C?è un presidente che ha liberato tutti i pozzi di petrolio
E io credo che
Meritiamo una vita migliore
E io credo che
Dio non ha creato le stelle e l?universo per vederlo saltare con un autobomba

C?è, Dio c?è , Dio c?è
C?è una donna nel sacco, lo chiamano burka, dicono che lei provoca
C?è un Budda senza faccia, perché è scoppiata a cannonate
C?è un Papa che nega alle anime di vivere la propria sessualità in pace
C?è un tizio che dice bugie per restare al potere
C?è tanta fame nel mondo e il debito non si cancella
E io credo che
Meritiamo una vita più giusta
E io credo che
Se Dio ha bisogno di tutto questo sangue per essere Dio , io non ho bisogno di lui

C?è, Dio c?è , Dio c?è
C?è un uomo che vive in un cartone e vive degli scarti degli altri
C?è un bimbo con le mosche sugli occhi e non c?è acqua per lavarlo
C?è chi muore in una divisa per difendere gli altri
C?è chi con una divisa stupra e tortura
C?è Andres che ha 3 anni e si chiama desaparecido
C?è Augusto, che ha tanti gradi , ma sempre meno degli omicidi commessi
E io credo che
Meritiamo più amore
E io credo che
Se Gesù potesse, scenderebbe da quella croce

C?è, Dio c?è , Dio c?è
C?è e ha le mani nei capelli ed è senza parole
C?è e si sta chiedendo se ci meritiamo questi tramonti e le nubi bianche come panna
C?è e piange, perché Lui che è infallibile ha proprio sbagliato
C?è e si chiede se è tanto difficile rispondere al solo comandamento che conta, che chiede di amare
C?è e si chiede se meritiamo più amore
C?è e guarda come i quattro cavalieri stiano galoppando liberi
E io credo che
Meritiamo la pace
E io credo che
Non dipenda da Dio, ma da noi

Solo da noi

L’immagine che segue è “mistica” di Maria Juareguialzo

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l’uomo nell’angolo

22 Luglio 2005 1 commento


L’uomo all’angolo è una figura che si vede spesso se si presta un pò di attenzione all’ambiente che ci circonda. E’ un uomo silenzioso, l’immagine di un vinto. Resta appartato, distante dalle chiacchiere della gente. Ha lo sguardo perduto dietro a chissà quale pensiero. Della sua sorte non importa. Intorno a lui, a noi , ci sono solo le bolle impermeabili che ci isolano uno dall’altro. Sognamo un contatto e temiamo di finire nell’angolo. Questa è “l’uomo nell’angolo”

c?è un uomo seduto all?angolo
chi sia nessuno lo sa
quando arriva nessuno lo vede
quando va via scompare di là

c?è quell?uomo seduto all?angolo
che voglia nessuno lo sa
quando urla nessuno lo ascolta
quando tace nessuno ci bada

non ti accorgi, ma è presente
ogni giorno , in ogni momento
tutto solo ed è sempre là
chissà cosa vuole, chissà cosa cerca

tutto solo con il bicchiere
tutto solo con il suo passato
e nessuno ci bada
e nessuno se ne cura

come se non fosse lì

Il quadro che segue è un opera che Renato Guttuso ha dedicato al grande pittore Mario Schifano. L’ho scelta non perchè abbia attinenza diretta con la storia che ho scritto, ma perchè l’immagine così come appare , a mio avviso illustra bene la situazione.

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Sogno di sogni sognati

20 Luglio 2005 1 commento


Improvvisamente le nubi si aprono e rivelano il sereno. La luce, violenta, colpisce i grandi edifici grigi e ne illumina il metallo. Il vetro riflette il bagliore dopo la tempesta. L’uomo cammina lungo la strada bagnata calpestando le pozze di acqua piovana. Rivoli scivolano lungo i marciapiedi per svanire nei tombini, perdendosi nei misteri del sottosuolo.
L’uomo osserva questo bagliore e ricorda un vecchio film dove si affermava in modo profetico che “non può piovere per sempre”.
Questa è “sogno di sogni sognati”

C?è una stella in fondo al mio cielo
C?è un grande albero che nasconde la luce del sole
C?è una cascata che precipita in fondo alla valle

E tu , tutti i colori dell?arcobaleno
tu, il suono di un madrigale
il riparo quando piove

C?è un mare da navigare
C?è una nube che tocca la luna
C?è un viaggio che si può fare solo nel sogno

E tu, stelle nei tuoi occhi
tu, giochi sulla spiaggia
abbraccio infinito

C?è la mia vita alle corde
C?è una bolla di sapone che non scoppia mai
C?è il profumo di sterminati campi di rose

E tu, le parole che nel foglio divengono poesia
Tu, la frescura dei boschi
Il vento fra i capelli

C?è un sogno di sogni sognati
C?è una mano che stringe la mia
C?è una storia che una volta finita è solo cominciata

A seguire gli incredibili colori di Suarez Benhur Sanchez e del suo “suenos de ocobo”

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la nuova stella fra i killer

19 Luglio 2005 Commenti chiusi


L’uomo ha ucciso. La città con la sua solitudine spettrale è l’unica testimone. Egli non prova rimpianto, semmai indifferenza.
Le persone che incontra o che avverte sono assolutamente isolate dal mondo che le circonda e vivono una esistenza che non riesce a perforare la bolla di egoismo che le circonda. Questa è “la nuova stella fra i killer”

Tutto si consumò nella solitudine di una casa
Fra immensi cumuli di egoismo e sterminate distese di solitudine
Vuoti gusci di umanità perduta
Suono di silenzio che scivola dalla televisione accesa
Tutto finì in un istante
Quando il proiettile volò
Quando il cielo stesso si fermò per vedere che fosse successo
E poi, altro silenzio
E infiniti momenti in cui il passato diviene presente
Nel ricordo di un ?amore
Nei I fantasmi di amici perduti,
nel bruciare di sconfitte tremende
Strada illuminata dai neon
Pioggia recente e bidoni rovesciati
Un gatto che osserva e sembra capire
Che io un?ombra perduta
Un auto passa veloce e spruzza l?acqua di una pozzanghera
Passanti mi evitano indifferenti
Con me solo il freddo
Di questa notte interminabile
Dove il silenzio misura l?enorme distanza
Fra me e le stelle
In alto , fra i palazzi, la voce di due che litigano
Più sordo il ronzio dei televisori, che rovesciano pubblicità sul mondo
Tavolino di bar, nascosto in fondo, mescolato alle persone
Che ridono e parlano e dicono niente
Un bicchiere ormai vuoto, il portacenere pieno di mozziconi
C?è uno che mi dice che domani parlerà chiaro al suo capo
Che vuole l?aumento, che vuole volare
Una minigonna passa e assorbe entrambi
L?impiegato e l?assassino che seguono il suo passo lieve
Qualcuno ha scelto la musica al jukebox , qualcuno ha un cellulare che suona
Qualcuno da fuori guarda dentro e invidia la nostra noia
Questa notte dormirà alla stazione
Versane un altro, che tanto sono a piedi
Che tanto ho chiuso la porta al passato
Che è quasi ora di andare
Che è il momento di entrare nel mondo luminoso
Degli scoop televisivi
Stasera è nata una nuova stella
Una nuova stella fra i killer

Il quadro che segue si intitola “la sedia vuota” ed è di Marcos Espejo

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sempre, per sempre

15 Luglio 2005 3 commenti


L’uomo è seduto ad un tavolino in un angolo di un bar di plastica e neon.
Lo sguardo segue una traettoria che esclude tutti i presenti, le mani sono appoggiate al tavolino, con i dorsi rivolti verso il basso.
Ha la barba lunga e denota una certa trasandatezza.
Poco distante un juke box suona in the mood. La gente del bar, o , meglio, da bar, che lo circonda è indifferente alla sua presenza.
Improvvisa, una lacrima scende e si spezza in piccoli rivoli che seguono le pieghe amare del suo volto. Questa è “sempre, per sempre”

Sempre
Per sempre
Per sempre
Per sempre
Vedrò i tuoi grandi occhioni
Sentirò le tue parole di velluto
Vorrò legarti al mio desiderio
Sempre
Per sempre
Per sempre
Per sempre
Tu, la chiamata dal profondo blu
Della tristezza
tu la sola incredibile compagna di vita
Che sceglie per me
Che illumina la via
Che orienta l?ago della bussola
Sempre
Per sempre
Per sempre
Per sempre
Starò seduto nell?angolo
A sfogliare l?album dei ricordi
A pensare che avrei meritato una vita migliore
Che la mia stella non mi ha guidato al porto
Che in questo mare affonderò
Che in questo mare mi perderò

L’immagine che segue si intitola “l’alba” ed è di una artista torinese, Cinzia Ruffinengo. La caratteristica comuni ai suoi lavori è , a mio modo di vedere, l’uso dei colori (acrilici) e delle sfumature. La sua arte è definita “psichica”, ovvero una forma di arte che colpisce direttamente sulla coscienza e non richiede interpretazioni intellettuali. Per questo si può anche definire liberatoria.

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pioggia

12 Luglio 2005 3 commenti


Giorni di pioggia battente, di vento e temporali violenti. I colori sono il grigioe il rosso delle tegole. L’ambiente è una casa che guarda sui tetti, che permette di osservare dall’alto le strade , i tetti e il mondo dei gatti randagi. Questa è : “pioggia”

Pioggia battente, cielo grigio e vento
Il bollitore fischia, avvisa che è pronto per il the
La tv annuncia novità
L?acqua picchia sui tetti, cola sulle tegole appena sotto la mia finestra
Tutto è triste
Tutto è silenzio
Stiamo seduti attorno al tavolo con la tazza di the bollente
La pioggia ora cade di traverso
Colpisce i vetri con sequenze aritmiche
Una melodia lontana sembra filtrare dalle pareti,
in lontananza
compaiono i profili verde scuro dei monti
Le nuvole si mostrano come una densa coltre trafitta d?azzurro
Ti avvicini alla finestra tenendo la tazza fra le mani
Sprofondata nella maglia
E ti appoggi a me
Fuori riprende a piovere, tutto è grigio
Ma nell?immagine c?è una macchia di rosso
di calore, di fuoco.
Sei tu

Il quadro di John Constable che segue è un esempio delle centinaia di tele che egli ha dedicato alle nuvole. Constable fu un pittore romantico inglese . Chi conoce l?Inghilterra sa che le nuvole costituiscono, qui più che altrove, un elemento determinante del paesaggio. L?interesse di Constable non si sofferma solo sulla diversa forma che i banchi di nuvole possono assumere, ma la qualità luminosa e cromatica, la relazione che c’è con le diverse ore del giorno. Siamo di fronte ad un precursore dell’impressionismo francese. di fronte ad un artista che ha intuito come la luce sia la grande protagonista del paesaggio.

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Riflessioni e riflessi

8 Luglio 2005 2 commenti


L’uomo osserva sbigottito la televisione. La spegne quando l’odio e la sete di vendetta lo colmano. L’odio e la vendetta. E poi i soloni del giorno dopo che parlano e spiegano ciò che avrebbero dovuto dire e spiegare prima che tutto quel dolore esplodesse. L’odio si espande e colma l’intera casa.
Le immagini di croce rossa e feriti, il dolore e la rabbia scorrono in silenzio , mentre le breaking news mescolano le loro lettere in un linguaggio indecifrabile, in un rumore di fondo.
L’odio ha colmato la città e poi è scivolato per i campi e ha seguito i fiumi fino al mare. Nella sua camera blu, nella sua solitudine, l’uomo si abbandona ai pensieri. Questa è “riflessioni e riflessi”

Vivere un grande, bianco spavento,
in mezzo ad un vasto, verde parco
come una fiamma che bruci nell?aria
come un vento che soffi violento

ballare un lungo, giallo tango
tutta la mia vita come in un lugubre, grigio fumetto
come una macchia che scivola sulla camicia
come una persona che cammina nell?incredibile vastità del deserto

vendere come si vendono le parole delle tavole, grigi comandamenti
urtando gli angoli degli edifici, predicando dolce rock and roll
come la solitudine che ti prende nel buio della tua casa
come l?odio di chi non ha altro da fare nella vita che uccidere

camminare lungo sporche, nere strade
vuoto , puzzolente metallo, riflesso di argentei specchi
come nuvola leggera che naviga nell?aria gelida
come il più fortunato degli uomini, come il più solo degli uomini

il quadro che accompagna è di un artista argentino, martin quinquela e si intitola ” reflejos”

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Imperfezioni in ambiente plastico

6 Luglio 2005 Commenti chiusi


Il luogo è surreale. I colori sono alieni. Aliene sono le sensazioni che avverte il protagonista, indeciso nella valutazione di ciò che sta vivendo. E’ forse lui l’elemento esterno all’ambiente o l’ambiente si è modificato indipendentemente dalla sua volontà?
Nella quiete che lo circonda, fascinato dalle magie geometriche che si vanno formando tutto intorno, l’uomo medita sul suo passato.
Questa è “imperfezioni in ambiente plastico”

Sterminate praterie di follia
E vapori improvvisi
Che disegnano nell?aria
Traiettorie improbabili
Pensieri che prendono forma
E come bolle di sapone profumate, svaniscono
Lasciando petali leggeri galleggiare nell?aria densa
Ricordi imperiosi di una vita passata
Avvolta da una struggente malinconia
Fatta di attimi di assurdo amore
E momenti di lunghissima solitudine

Il quadro che segue è di Antonio Calafato e appartiene al filone che l’artista definisce dei “quadri dell’angoscia” e si intitola “lonely”

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