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Archivio Agosto 2005

Canzone nella nebbia

31 Agosto 2005 1 commento


L’uomo e la donna camminano immersi in una densa nebbia. Come mai siano lì, la storia non dice. Lei improvvisamente rabbrividisce per il freddo .
Talvolta la tenerezza nasce da un gesto inatteso e semplice .
Questa è ” canzone nella nebbia”

C?è la nebbia, densa
Le piante tacciono immerse nel candore
Tutto tace

Ho bisogno di te
Come il fiore ha bisogno dell?acqua
Ho bisogno di te
Come l?inverno ha bisogno della primavera

C?è profumo di terra umida
Il cielo è un osservatore invisibile
Sento solo il mio respiro

Ho bisogno di te
Come la notte aspetta il giorno
Ho bisogno di te
come l?onda pone fine alla sua corsa sulla spiaggia

c?è il tuo profilo, prigioniero del vestito leggero
rabbrividisci per il freddo
ti stringo

ho bisogno di te
come un uomo ha bisogno della sua donna
ho bisogno di te
e ciò mi basta

Il quadro che segue è di Lydia Juana Tarica e si intitola “reflejos de planeta”

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la strana storia di un dipinto in cui un furetto diventò ermellino

29 Agosto 2005 Commenti chiusi


La Dama con l’Ermellino è il ritratto di Cecilia Gallerani ed è’ conservato nel Museo Czartoryski di Cracovia.
Cecilia era la bellissima, intelligente moglie del Conte Bergamini, cortigiano di Ludovico il Moro ed ne era la favorita
Osservando il dipinto si nota una donna dal mento un po’ sporgente, con le labbra sottili, gli occhi sono seducenti, che esprimono dolcezza con il loro castano dorato. Il naso della dama è piccolo con le narici poco sporgenti.
La capigliatura di Cecilia é curata in tutti i particolari. Pare che abbia una treccia complessa dietro il collo. Un fascio di capelli incorniciano il volto e passano sotto il mento, nascondendo le orecchie. La riga in mezzo dà al volto luce ed eleganza.
Cecilia è stata rappresentata con un’eleganza molto raffinata.
Anche Cecilia è ritratta sorridente da Leonardo , un sorriso accennato appena che ricorda quello, altrettanto famoso della “Gioconda”.
Il quadro è noto col nome di “la dama con l’ermellino” e presenta come secondo protagonista una bestiola bianca , da tutti considerata , appunto, un ermellino.
Invece era un furetto. Lo era perchè l’ermellino è un animale aggressivo che ben difficilmente avrebbe accettato le lunghe pose cui si sottopose la donna per farsi ritrarre dal pittore. Inoltre l’ermellino è bianco solo in un breve periodo dell’anno. Invece il furetto è una bestiola che si può ritenere da compagnia e cosa di non poco conto è bianco tutto l’anno
Protemmo dire quindi che questo meraviglioso capolavoro di Leonardo, iniziato nel 1488 e terminato nel 1490 non si dovrebbe intitolare “la dama con l’ermellino”, bensì “la dama con il furetto che recitava la parte dell’ermellino”

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piccola cosa graziosa

26 Agosto 2005 1 commento


Questa è una storia semplice, fatta di risvegli, tazze di caffè e un pò di speranza. Questa è : “piccola cosa graziosa”

Ti svegli, hai lo sguardo ancora assonnato
Ti vesti, scuoti la testa per scacciare la notte,
Hai bisogno della colazione e di un po? di caffè
Guardi fuori dalla finestra
Ci sono crepe nel cielo,
è da lì che fuggono gli incubi della notte
Che cosa ci riserverà la giornata ?
Non sarà gioia per me
Non sarà divertimento nemmeno per te
Il libro della vita anche oggi sarà compilato
E sarà come al solito la vecchia noiosa storia
Ma in fondo al cuore ci sarà l?immagine di te
Tu , piccola cosa graziosa
che non vedi il mondo che intorno a te gira follemente
Tu, piccola cosa graziosa
che ancora non hai letto abbastanza di questa storia
Tu, piccola cosa graziosa
Che non vedi il motivo per non credere che in fondo all?arcobaleno
Ci sia il luogo dove riposano gli innamorati
Il tempo può cambiarmi
Ma non può diminuire la tua dolcezza

Il quadro che segue è di Jaime Moxey. Si intitola “graciela”
Questo artista ha quasi sempre ritratto figure femminili , esili e vagamente, dolcemente, malinconiche. Generalmente le sue donne non badano all’osservatore, ne sono indifferenti, perse nei loro pensieri e consce della loro eleganza naturale.

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piccola meraviglia

25 Agosto 2005 2 commenti


Un giorno un uomo che viveva una vita perfetta in un luogo perfetto, circondato da persone perfette scoprì che attorno al suo corpo, in tutte le direzioni stava formandosi una sfera simile ad una bolla di sapone.
Al principio notò questo fenomeno con una certa inquietudine, temendo che si trattasse di qualche misterioso malanno, poi , poco a poco, realizzò che una cosa simile stava capitando a tutti quanti e che i più ne erano piacevolmente influenzati.
L’aspetto positivo della bolla era che permetteva di isolarsi dal mondo, che consentiva spazi inviolabili dall’esterno e diveniva un luogo assolutamente privato.
La consistenza della bolla era tale che se due persone si avvicinavano troppo l’una all’altra esse sortivano un effetto elastico tale che i due malcapitati si separavano con grandi balzi.
Contrariamente a quanto si potesse pensare, questo effetto fu molto apprezzato e non mancarono gli intellettuali che vantarono le doti della bolla creando una vera filosofia.
L’uomo a poco a poco si immerse in questo mondo di aureo isolamento, finchè…
Questa è “piccola meraviglia”

Melliflue strette di mano, fatte solo per allontanare
Parole di cortesia imparate per ingannare
Piccola meraviglia , improvvise visioni di realtà
Mi sento così lontano
Così lontano da vedere
Da vedere chiaramente
Che i volti sono di cera e fondono al calore
Che siamo prigionieri delle nostre bolle di sapone
Intrappolati dal nostro egoismo
Così lontani uno dall?altro
Così lontani, così lontani in questo piccolo mondo
Rinchiuso in una bolla di sapone

Il quadro che segue si intitola “risvegli” ed è di Francesca De Bartolo

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l’osservatore

24 Agosto 2005 Commenti chiusi


C’è turbinio. Esistenze confuse che si confondono incrociando i propri destini. Eventi, idee e meschinità si amamlgamano e si separano di continuo.
Vapori ed essenze, colori e trasparenze si confondono. Questa è : “l’osservatore”

Pensieri che volano,
pensieri famosi.
Guardiamoli volare !
Andiamo!
Speranza che cade,
speranza famosa
Guarda come cade !
Dai!
Tante parole,
Parole eccellenti
Le posso sentire ora!
Si!
Guardo fuori dalla finestra
La neve che cade
Guardo fuori
Mi muovo e giro a vuoto
Salto
E cado sui miei piedi
Guardo fuori
Sbircio
Scopro il futuro
Lo posso vedere
Vedo immagini di persone
Che cadono
E si risollevano
Che camminano
E resistono
Guardano oltre la linea del confine ,
e sperano
Si sperano

Il quadro che segue è una splendida opera di Jaime Moxey : “la caminante”

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hispanola

22 Agosto 2005 3 commenti


Le spiaggie sono cartoline. I colori sono saturi, intensi. Il cielo è costantemente drappeggiato di bianchi, morbidi cumuli. Questa è Hispanola.

L’interno è una vasta pianura, coltivata a canna da zucchero. L’interno sono baracche colorate di immigrati clandestini haitiani, che tagliano col machete 7 tonnellate di canna per 3 dollari al giorno. L’interno sono piccole case coloratissime di dominicani, che vivono di agricoltura, di “fabriche” di rum e sigari. L’interno sono montagnole coperte da piantagioni di cacao.

E se la canna prende il treno e finisce negli stati uniti (la piantagione che ho visitato è grande quanto la provincia dove vivo ed è di proprietà di una società statunitense), il cacao rifornisce le industrie svizzere.
Viaggiando con una jeep scassata lungo l’unica strada che attraversa come una diagonale la parte occidentale dell’isola si è colpiti dalla sequenza di piccoli villaggi coloratissimi, dall’assordante suono del merengue, dalla moltitudine di moto , dai cammion cannibalizzati, senza cofano, senza carrozzeria, dalla presenza di auto giapponesi e coreane, da un grande numero di persone che si spostano a cavallo e dai bambini.

Bambini bellissimi, che corrono verso le auto dei “bianchi” per salutare e dare un cinque. Non mendicano, semplicemente salutano quegli individui strani che la natura ha colorato di bianco, mentre loro sono color della cioccolata.
Poi, nella piantagione si vedono anche i bimbi haitiani. Loro hanno il machete e lavorano come i grandi. Loro sono denutriti. Loro mendicano.

Alla sera, nei locali coloratissimi e pienissimi, uomini e donne bevono, ballano merengue e giocano a biliardo. Il merengue e il biliardo sono due costanti del paesaggio. Omnipresenti. Sbucano dal piccolo agglomerato di baracche sulle colline e dai margini della piantagione, nella grande città come dalle spiaggie colme di turisti venezuelani, colombiani, europei e statunitensi.

il quadro che accompagna Hispanola è di Luis Cruz Azaceta , un artista cubano, attualmente residente negli Stati Uniti.

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