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Archivio Gennaio 2006

dolce melanconica ragazza

31 Gennaio 2006 3 commenti


Questa è “dolce melanconica ragazza” ed è dedicata ad una dolce melanconica ragazza.

Lei cammina illuminata dal sole e danza leggera sulle note
Lei ha le vesti morbide e trasparenti che abbracciano il suo corpo sottile
Lei sale fino alle nubi più candide per poi scendere lungo l?arcobaleno
Lei corre sulle strade umide di pioggia e salta nelle pozzanghere
Lei ride come ride la gioventù e ha gli occhi curiosi di chi vuole scoprire

E quando è notte e le stelle come polvere scendono dal cielo

Lei è luce, è buio, è un tenero abbraccio
Lei veste della sua pelle di seta color dell?argento
Lei si dondola sulla falce della luna e come vendo tiepido torna a terra
Lei gira per le strade della città che dorme
Lei scopre l?immenso che c?è nello stare mano nella mano

Fino alla luce del sole che torna ad infiammare il cielo

Il quadro di Giuseppe Galletta si intitola “danza astrale”

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tempo duro

28 Gennaio 2006 2 commenti


Una finestra sulla città, che corre e corre e non si ferma. I pensieri che vanno dietro ad un ombra timida e costruiscono spirali che per un pò galleggiano e poi svaniscono nell’aria umida e fredda della notte.
Questa è : “tempo duro”

vieni e siedi qui davanti alla finestra
guarda giù, ci sono le luci dei fari e i loro riflessi nella pioggia
stai comoda e bevi qualcosa
lascia che la tua anima percepisca il mondo che c’è
non solo davanti come una speranza,
o dietro come un ricordo
ma intorno, come un abbraccio
c’è sopra
e c’è sotto
guarda, la luna appare dietro al velo delle nubi
osserva di lassù
e quel che vede son solo lacrime
pioggia che lava i nostri rimorsi
che scivola sulle pareti di indifferenza
per finire in mare
nel immenso

Il quadro che segue è di Paolo Ober e si intitola : “la luna”

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Plic ploc

26 Gennaio 2006 1 commento


Piano piano tutto diventa bianco e immacolato. Persino il traffico ha pudore a violare questo inatteso candore. E’ questione di un attimo.
Questa è “plic ploc”

Scende la neve
Scende piano, sull?altopiano,
Su ciò che ho in mano.
Scende sulle parole
E copre le aiuole.
Scende e vela di niente,
Di silenzio cosciente
Un?umanità indifferente.
Scende la neve
E quasi non dice di provare pudore
Di giacere sul nostro livore
Mentre ogni fiocco di cristallo
Che si brucia al contatto con il nostro metallo
richiama al risveglio come il canto di un gallo
Scende la neve
e i sogni perduti per i quali si è pianto
E quelli vissuti per i quali ora canto
Son coperti di tanto,
forse, solo, di bianco

Il quadro che segue è di Monica Pizzo ed è un bel acrilico su tela intitolato “neve”

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titanic

23 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Ognuno , prima o poi fa un viaggio sul titanic. Siede in perfetta eleganza in un angolo della grande sala illuminata.
Uomini e donne danzano e indossano cottions. E’ veramente bello, è veramente divertente. Il capitano, con i suoi capelli ri-impiantati e un sorriso smaglinate ha annunciato già la perfetta navigazione.
La sentinella che ha urlato “iceberg” è stata sollevata dall’incarico perchè era comunista e l’orchestra ha preso a suonare “in the mood”
Basterebbe deviare, basterebbe un piccolo colpo di timone, prima che sia tardi, prima che la navi urti il gigante di ghiaccio.
Ognuno, prima o poi, urta il suo iceberg. Continua a sedere in perfetta eleganza in un angolo della grande sala illuminata.
Il capitano, in perfetto doppiopetto, annuncia che lo squarcio presto sarà riparato e poi con dopo un ballo e un oplà, sale sul suo yacht e si pone in salvo.
Ognuno, prima o poi affonda sul suo titanic. L’acqua è fredda, sale in fretta, ma dolce ci è morire in questo cheto mare.
Questa è “titanic”

C?è gente che ha un po? di piacere
Nel osservare il dolore e la sofferenza
C?è gente che può godere
Nel sapere che le lagrime sono in diretta tv
Il pubblico ottiene quello che vuole
Le menzogne sono in svendita
Tutto semplificato in una promozione
Vendi! Vendi! Vendi!
E così finiamo sempre più sottoterra
Sempre più giù, più bassi della sabbia
Più lontani dalla luce
Non sentire, potresti capire
Non capire, potresti parlare
Non parlare, potresti dire
C?è una voce, chiama il tuo nome
Inizi a correre, a fatica, fra i rovi
Sai che è troppo tardi, che è buio
E poi ti fermi , perso nella foresta
Senza direzione
E i bambini urlano e le bambine ridono
Fra tazze di thè e pezzetti di torta
È come una vacanza, una festa
Tutto è semplice, tutto è facile, dai gioca ancora ed ancora
vestendo i colori del dolore, mostrando il volto della menzogna
è un mondo pieno di glamour che va avanti tornando sempre più indietro
cammini disperato fra gente telefona ma non parla
è la grande fiera del benessere,
è la grande illusione del buon governo
è l?acqua alla gola

L’immagine che segue è una stampa del 1912 intitolata ” Titanic leaving the White Star Dock, Southampton, 10th April 1912″

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veramente

18 Gennaio 2006 Commenti chiusi


La follia dell’amore è anche la follia di questi due nostri eroi che, in accordo con la storia, vivono, si criticano spietatamente senza riuscire ad esistere l’uno senza l’altra.
Questa è “veramente”

Dici che è un peccato
Che faccio tanti errori
Dici che è una vergogna
Che mostro la parte peggiore di me
E’ che veramente non capisco
E’ che veramente non riesco
Ad essere un uomo migliore

Ci deve una specie di maledizione
Ma se ci sono due possibilità,
la mia scelta è quella sbagliata
perdente per vocazione e sconfitto per destino
e’ che veramente non capisco
e’ che veramente non riesco
a mostrarti un uomo migliore

Dici che non ha senso
Che stare con me è un errore
Dici che è una follia
Che sarebbe meglio coltivare patate
E’ che veramente non capisco
E’ che veramente non riesco
A fare a me di te

E tu di me
Si tu
Di me

Il quadro che accompagna la loro follia è di Enzo Primiceri e si intitola “attese d’amore”

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Prigioniera e padrona

16 Gennaio 2006 Commenti chiusi


La seduzione, la conquista. La preda, il cacciatore. I ruoli che si confondono e il catturato è in realtà il predatore.
Questa è : “prigioniera e padrona”

Ti muovi come in un film tedesco in bianco e nero
Indifferente e glaciale, seduta in un angolo , in perfetta luce
Elegante nella tua semplice trasparenza
Mi colpisci veramente
In un sussulto di decadente assenza di scrupoli
Cerchi l?abbandono insieme con le emozioni della sensualità
Virginale nella tua esibita trasgressione
E mi innamoro
Luci e ombre, musica demodè
Alcol e fumo, difese che cadono insieme con la ragione
Ti arrendi infine, prigioniera e nello stesso tempo padrona
E mi perdo in un infinito di sensazioni

Il quadro che segue è di Pietro Zazzetta e si intitola “sensualità”

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Questo amore

13 Gennaio 2006 3 commenti


Quante parole per descrivere la bugia più vera, l’amore. Nonostante tutto, però non risulta mai chiara cosa sia questa magia, che prende le emozioni, le solleva in cielo e talvolta le ributta a terra
Questa è : “questo amore”

questo amore è così strano
che è come una malinconia che si confonde al piacere
questo amore è così indifeso
che penso mi perderò ancora
e fino a quando avrai il mio cuore fra le tue mani
tu sarai giorno e sarai notte
questo amore così puro
che è come una specie di miracolo
è come un arcobaleno
che collega la mia sponda alla tua
mentre il fiume della vita, con il suo passare
erode le sponde del tempo

Il quadro che segue è di Camille Pissarro e si intitola :”le verger”

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Innamorarsi, ancora

11 Gennaio 2006 8 commenti


Posso credere che esista ancora la magia? Possibile che si sia esposti alla marea come scogli erosi e scolpiti dal mare della vita?
Forse è proprio nella provvisoria inevitabile forza delle emozioni che tutto quanto trova un senso.
Questa è : “innamorarsi, ancora”

Innamorarsi, ancora
Senza volerlo
Senza saper come fare
L?amore è sempre stato un gioco
Al quale ho perso immense fortune
e ho sempre pensato di essere un baro
tu, piccolo petalo leggero
sospesa nell?aria e mossa dal vento
resti davanti a me
ed il mio destino è segnato
ciò che era petalo leggero
è ormai fuoco bruciante
al quale non posso sfuggi

Il quadro che segue è di Laura Ferretti e si intitola : “Improbabile nevicata”

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c’era

10 Gennaio 2006 1 commento


Questa storia parla della mescolanza delle emozioni. Se è vero che l’amore è la bugia più sincera, la musica è il tappeto sonoro più ideoneo
Qualcuno dice che si cerca sempre la stessa persona in tutte quelle che si amano, qualcuno dice che l’amore non dura per sempre.
Questa è : “c’era”

C?era una strana espressione nei tuoi occhi
Che mi ha preso di sorpresa
Com?era difficile resistere
Mentre guidavo verso casa
E la musica riempiva la mia auto
C?era un gruppo che suonava
Ed era un dolce rock and roll
Suonavano alla radio
E per noi
Così giungemmo a suonare la nostra canzone
Per un momento o per sempre
Giorno e notte persi nell?amore
Mentre guidavo verso casa
E la musica riempiva la mia auto
C?era un gruppo che suonava
Ed era un dolce rock and roll
Suonavano alla radio
E per noi
Qualcosa cambiò, ci dicemmo addio
E ora viviamo una vita separata
Ma ovunque sia , ovunque vada
Mentre guido da solo verso casa
Desidero sentire ancora quella musica che riempiva la mia auto
Che ci sia ancora un gruppo che suoni
Quel dolce rock and roll
Suonino alla radio
E asciughino le mie lacrime

Accompagna questo scritto un opera di Massimo Villa che mi ha colpito per la trasparenza e la luminosità dei colori, intitolata : “fuoco sul lago”

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Mi amerai ancora domani?

9 Gennaio 2006 Commenti chiusi


L’uomo e la donna, fianco a fianco. Pensieri dopo le emozioni. Timori e languori che si inseguono e di mescolano.
Questa è “mi amerai ancora domani”

Stanotte, stanotte
Completamente,
mi hai dato il tuo amore,
così dolcemente.
Stanotte
La luce dell?amore è nei tuoi occhi
ma mi amerai ancora domani?
Che sia come l?ultima cosa rimasta , tesoro
Che sia il momento del piacere
Posso credere nella magia della tua tenerezza
Ma mi amerai ancora domani?
Lasciamoci che le parole non siano dette
E che amore sia ultima
Che il mio cuore si spezzi
Quando la notte incontrerà il giorno
Mi piace saper perdermi nel languore
Fa che questo amore sia la sola cosa di cui essere sicuri
Così dimmi e poi chiederò ancora
Mi amerai ancora domani?

Il quadro che segue è di Laura Ferretti e si intitola “quiete marina”

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