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Archivio Gennaio 2007

l’indifferenza

31 Gennaio 2007 Commenti chiusi


L?Alitalia fallita non è una notizia.
Gronchi e Geronzi condannati e subito reintegrati non sono una notizia. Telecom che spia i giudici non è una notizia.
L’indulto che libera Previti non è una notizia.
Che nessuno sia colpevole dell’abbatimento dell’aereo di linea su Pantelleria non è una notizia
Che non ci siano colpevoli per Piazza Fontana e la strage di Bologna non è una notizia
Il raddoppio di una base militare straniera in Italia non è una notizia
La fuga dei cervelli verso Università straniere non è una notizia.
Che il piano di Gelli per distruggere la democrazia si stia realizzando non è una notizia
Che a Cuba la CIA compia o finanzi atti terroristici non è una notizia.
La completa distruzione della ricerca scientifica non è una notizia.

però…

Nulla ci sfugge del pensiero di Ruini
discutiamo ad oltranza sulla riapertura dei bordelli
delle previsioni meteo sappiamo ogni cosa
seguiamo con ansia il ritorno di Ronaldo
riceviamo lezioni di liberismo da un monopolista
e pensiamo sia comunista un democristiano

poteva essere nausea, è indifferenza

Ciò che volevano

La splendida immagine che segue si intitola “eclipse en el mantel”

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stanotte

25 Gennaio 2007 1 commento


Semplicemente una storia d’amore. Questa è “stanotte”

non esco stanotte
non ne ho voglia
resterò a casa
perchè voglio guardare,
in silenzio contemplare,
un mondo sconosciuto
che mai avrei detto potesse esistere
che mi ha sprofondato nella gioia
elevato alla purezza.
Non è immaginazione
non è fantasia,
ma semplicità di gesto,
complicità di sguardi.
Viviamo per l’amore che abbiamo
sia un giorno o un secolo
che importa, la vita continua per strade
che non possiamo scegliere
non possiamo mercanteggiare
io sarò nei tuoi ricordi
tu sarai nell’altare dei miei
ora , per favore, guardami
ora, che è buio, baciami
voglio volare
voglio galleggiare fra le nuvole
sconfitto dalla mia debolezza
abbandonato sul tuo sorriso

L’opera che accompagna è la strepitosa “la fornarina” (ritratto di giovane) di Raffaello Sanzio

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che tempo farà?

24 Gennaio 2007 2 commenti


Siamo informatissimi. Sappiamo dai giornali e da ogni tipo di notiziario che tempo farà domani. Ci terrorizzano con le notizie più stravaganti, come il sonno degli orsi depressi e lo scioglimento della groenlandia, quasi fosse un cubetto di zucchero. E adesso che c’è l’inverno, emergenza influenza.
in questo modo, piano piano, sottovoce, come piace a loro, cambiano le regole del TFR, modificano le pensioni, mandano i soldati in iraq, modificano le regole del traporto aereo, portano in italia la TAV, tappano la bocca ai ricercatori, non parlano di quanto succede nella sanità, privatizzano le scuole.
Ma a noi che importa? Giocherà Totti con l’Inter? Ci sarà la desertificazione?
Per la cronaca 11500 anni fa in Piemonte, vicino a Ivrea c’era un ghiacciaio alto oltre 1500 metri.
11500 annifa, ovvero, ieri

Questa è : “che tempo farà”

tic toc, batti il tempo
guarda in alto
vedi il meteo
bim bam, conta i passi
guarda in basso
ha segnato un gol
zic zac, senza scampo
gira la testa a destra e sinistra
scopri di chi è la voce

chiediti a chi conviene
vai oltre la notizia
pesane l’importanza
valuta se ti cambia la vita
poniti delle domande
e abbandona le ideologie
credi nella libertà
e non buttare mai via la tua dignità

L’opera che segue è di Reneè Magritte

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l’incanto

20 Gennaio 2007 2 commenti


C’è una emozione profonda che si vive solo nel deserto ed è quella di osservare il tramonto del sole. Non esistono parole o musiche capaci di esprimere l’incanto di quel momento , che semnbra eterno e dura il tempo di un battito di ciglia.
Questa è : “l’incanto

la danza instabile dei colori
che piano piano declinano nella notte
sprofondando il sole oltre il profilo dell’orizzonte
che si estende infinito
fra la sabbia e il cielo
si scioglie la luce
nei colori puri che precedono la notte
fino a lasciare
ultimo istante
una sottile linea verde
che chiude al giorno
e apre alle stelle

L’opera che segue è di Salvador Dalì

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Ci sono

16 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Ci sono violazioni dei Diritti umani in 149 Paesi del mondo
Ci sono torture e maltrattamenti da parte della polizia in 95 Paesi del mondo
Ci sono detenzioni senza accusa e processo in 37 Paesi del mondo
Ci sono “desaparecidos” in 10 Paesi del mondo
Ci sono condanne a morte emesse in 51 Paesi del mondo
Ci sono condanne a morte eseguite in 32 Paesi del mondo
Ci sono divieti o limitazioni alla Libertà di pensiero e di espressione in 75 Paesi del mondo

Fonte : “Amnesty International”

Mi chiedo quante volte ho letto negli ultimi 365 giorni nei giornali o sentito alla radio o alla televisione queste cifre. La risposta è : mai
Ma queste cifre sono vere, queste cose succedono e non capita tanto lontano da casa nostra. Pensiamo ai fatti di Genova durante il G8 ad esempio.
Mi viene spontanea la domanda sul perchè di questo silenzio mediatico.
La peggior notizia è la totale assenza di notizie

Per saperne di più : WWW.amnesty.it

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la canzone della speranza

14 Gennaio 2007 Commenti chiusi


E’ facile cedere allo scoramento, è facile non sperare più. Ma qualcosa fa sempre credere che non tutto sia perduto, che ci sia sempre una piccola possibilità di cambiare. Domani verrà e non pioverà.
Non potrà piovere per sempre.
Questa è “la canzone della speranza”

hai mai provato quel momento
che una storia d’amore inizia
io l’ho provato
hai mai visto la meraviglia
che illumina lo sguardo di un bimbo
io l’ho vista
e hai mai cercato le parole giuste
per dire che non è una storia, ma amore
io l’ho cercato
Si può essere più felici di ora
si può sperare anche se sembra impossibile
non scoraggiarti
le cose cambieranno
sarà meraviglioso
come il sole dopo tanta pioggia
come il profumo della nebbia
e la spuma del mare
non preocupparti
non ci possono togliere la fantasia
non temere
le cose cambieranno

L’immagine che segue è un’opera di De Castro, del 1928, intitolata “il cascinale”

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la seconda domanda

13 Gennaio 2007 Commenti chiusi

La vera notizia è l’assoluta assenza di notizie.
Dove sono i giornalisti? Dov’è l’informazione? Come mai non ci vengono spiegate le cose che succedono? Perchè non si chiede più perchè?
In un mondo senza pace, si assiste in completa non curanza, alla totale disinformazione, alla menzogna sistematica.
Quella che manca è la seconda domanda, ovvero il diritto del giornalista a chiedere spiegazioni in merito ad affermazioni dei politici non giustificate o fuori dal mondo.
Il dramma italiano è la sottomissione della stampa al potere politico e alle lobbies.
L’assenza di un contradittorio rende onnipotente chi mantiene l’ultima parola, ovvero l’intervistato.
In questo modo, mancando chi smaschera le sciocchezze, l’opinione pubblica sceglie in base al sorriso, alla promessa irrealizzabile o alla aggressività.
Il diritto alla seconda domanda è la prima libertà che ci è stata tolta.
Questa è : la seconda domanda

Le parole galleggiano
leggere come petali
sospese nel vento
e come petali nel vento
vanno di qui e di lì
perdendo la direzione
cadendo nel vuoto.
Alla domanda segue sempre una risposta
ma spesso la risposta è nebbia
e come nebbia cancella la visione della realtà
la notizia peggiore è l’assenza di notizie
facciamo che alle resposte seguano sempre
delle seconde domande

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L’elastico

6 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Nessun commento di fronte a tanta forza espressiva. Questa è “L’elastico” di Gaber e Luporini

Disteso sopra il letto
non so bene da che parte cominciare.
La stanza è in silenzio
si è sentito il clic di un registratore.
Perché io sono qui
che son venuto a fare
mi dispiace
non ne sento più il bisogno.
Non so che cosa dire
cosa posso raccontare
una storia o forse un sogno.
Me, dentro di me, dentro di me, dentro di me…
Me, dentro di me, dentro di me, dentro di me…

Mi ricordo che correvo
il mio corpo mi seguiva
era un corpo primitivo
ma la mente lo tirava.
La mia mente che trascinava il mio corpo nudo
eravamo in due, fra me e me, un elastico.
Me, fuori di me, fuori di me, fuori di me…

Era mio quel corpo umano
che a fatica mi seguiva
che chiedeva di andare piano
ma la mente lo tirava.
Ed il corpo che mi sembrava così pesante
come faticava, trascinato da un elastico.

Dio, che senso di paura
vedere il filo teso
già vicino alla rottura
non tiene più l’elastico, non tiene più l’elastico…
Di colpo, fuori e dentro
lo schianto.

Un bambino s’è spezzato
non spingete, mi fate male
non posso uscire, c’è troppo buio
voi, voi mi schiacciate contro il muro.
Lui camminava senza filo
ho paura di morire
aveva visto un sole nero.
Non mi possono toccare
io sono dentro a una bottiglia
son chiuso dentro e non voglio uscire
c’è troppo spazio tra me e me.
Mi sento fuori di me
la mia testa fuori di me
il mio corpo fuori di me.

La mia mente galleggiava
in una strana dimensione
e mi ricordo con paura
di una lucida visione
il mio corpo così lontano come fosse morto
era abbandonato e non c’era più l’elastico.
Me, fuori di me, fuori di me, fuori di me…
Me, fuori di me, fuori di me, fuori di me…
Me, fuori di me, fuori di me, fuori di me…

L’opera che segue è di Chagal

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i perdenti

5 Gennaio 2007 2 commenti


In questo mondo ci viene detto in tutti i modi che bisogna essere imprenditori di se stessi, che bisogna vincere e realizzarsi.
In realtà esiste una moltitudine di persone che vive una vita anonima in balia di pirati e di bugiardi
Queste persone sono : “i perdenti”

ho cercato in tutti i modi di essere qualcuno
ho accettato di cambiare vita e abitudini
ho sfidato i venti e i mari più tempestosi
ho studiato per vincere
e mai avrei pensato di non riuscire

ho cambiato città, amici, prospettive
ho adattato me stesso al mondo che mi si proponeva
ho cercato di mettere radici
ho lavorato duro
ma quante braccia sono disponibili e nessuno vuole

ho scalato la cima di ogni monte, solo per scoprire il succesivo
ho disceso i pendii più scoscesi per scoprire che in fondo non c’è nulla
ho sperato e creduto con tutta la volontà di cui disponevo
ho pregato
ma quante preghiere ascolda Dio nella sua sordità?

ho sentito dire che le colpe dei vinti non dipendono dai vincitori
ho visto cacciare brave persone perchè erano un di più
ho pianto al crollo di tante speranze
ho capito
che la sola cosa che resta a uno come me è la dignità

L’opera che segue si intitola “figuras” ed è di Gambartes

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