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Archivio Aprile 2007

oggi , 25 aprile 2007, LXXXV° dell’era fascista

25 Aprile 2007 1 commento


Il testo che segue proviene dal sito www.freedomhouse.org.
Freedomhouse è una organizzazione che misura il livello di democrazia presente nei paesi del mondo, sia a livello politico che di libertà di espressione.
L’Italia da qualche anno è considerata un Paese “parzialmente libero” in termini di espressione delle opinioni. Per chi volesse curiosare nel sito suggerisco il ranking con il quale viene valutata la posizione del nostro Paese in merito alle libertà di stampa e opinione : ebbene siamo al 79 ° posto insieme al Botswana , davanti alla Repubblica Dominicana , ma dietro a Bulgaria e Mongolia. Per i competitivi cito che nel 2005 eravamo 77° , sempre dietro alla Bulgaria , ma davanti alla Mongolia.
Questi dati NON saranno citati in alcun discorso durante le commemorazioni di oggi e NESSUN giornale li riporterà .
Festeggiamo la liberazione, ma non fu di certo dal nazifascismo.

Freedom of speech and of the press are constitutionally guaranteed. However, media freedom remained constrained in 2005 by the continued concentration of media power in the hands of Prime Minister Silvio Berlusconi, who controlled 90 percent of the country’s broadcast media through his private media holdings and political power over the state television networks. In April 2004, the Senate adopted the Gasparri Law on Broadcasting, which to its credit introduced a number of reforms that will prepare the country for the planned 2006 switchover from analogue to digital broadcasting and the partial privatization of the Italian public broadcasting network, RAI. The reforms potentially make the country’s broadcast media more independent of state control. However, the law has been heavily criticized for not providing effective demonopolization measures and thus doing very little to break up the “duopoly” of RAI and Mediaset in broadcasting media. This would allow Berlusconi, in his unique position, to continue his domination of private broadcast media. In July 2004, the Parliament passed the Frattini Law, which addresses the conflict of interest between the prime minister’s public office and his media holdings. The law stipulates that persons holding government office cannot “occupy posts, hold office, or perform managerial tasks or any other duties in profit-making companies or other business undertakings.” Although this prevents the prime minister from running his own businesses, it does not prevent him from choosing his own proxy, including a family member. However, shortly after Berlusconi’s poor showing in the April 2005 elections, Finivest, the company at the apex of his business empire, reduced its stake in media giant Mediaset from 50.9 to 34.3 percent. The move, according to The Guardian, was intended to boost Berlusconi’s image for elections scheduled for spring 2006.

In January 2005, a court in Rome condemned RAI for the removal of a TV journalist, Michele Santoro, in 2002. Santoro was one of three journalists critical of the government who were removed from RAI for alleged “criminal use of public television.” The Parliament has still not passed a proposed bill that will abolish prison sentences for libel. In May 2005, the Milan offices of Corriere della Sera were searched following approval by the public prosecutor. Local authorities were searching for sources related to a story in the paper the same month about the use of Italian-made Beretta guns in Iraq by al-Qaeda fighters.

Most press outlets are privately owned but are often linked to political parties or run by large media conglomerates that exercise some editorial influence. The print media, which consist of several national newspapers (two of which are controlled by the Berlusconi family), continue to provide diverse political opinions, including those critical of the government. However, Berlusconi controls or influences 6 of the 14 national surface-frequency channels. Mediaset, a company in which he has a major interest and the largest private broadcaster in the country, owns three leading national channels, while RAI, traditionally subject to political pressure, controls three. Mediaset further monopolizes broadcast advertising revenues. In 2004, Mediaset received 58 percent of all advertisement revenues, while RAI received 28 percent. The other commercial nationwide networks receive less than 2 percent of revenues, and the hundreds of local/regional television stations combined receive only 9 percent. In late 2003, the government enacted a temporary waiver that removed a previous restriction on one person owning more than two national broadcasting stations, allowing Retequattro, one of three television stations owned by the Berlusconi-dominated Mediaset group, to continue terrestrial broadcasting. The government generally does not restrict access to the internet; however, the government can block foreign-based internet sites if they contravene national laws. After the London bombings in July 2005 by Islamic extremists, Italy’s Parliament approved a new antiterror law that includes surveillance of the internet and requires a license to operate an internet cafe.

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quel giorno su quel balcone

23 Aprile 2007 Commenti chiusi


L’articolo che segue, pubblicato integralmente si trova in originale sul Blog di Gennaro Carotenuto.
Io voglio aggiungere un pensiero, che sento doveroso sia per la mia ascendenza latinoamericana, sia come credente non cattolico: credo che sia stata fatta una colossale ingiustizia a tutte le vittime perseguitate per motivi di opinione nel momento in cui il capo di una confessione religiosa che si ispira a gli ideali di Gesù Cristo si è recato a dialogare con la persona probabilmente più sanguinaria di tutto il latino america, Augusto Pinochet. Il fatto che l’assassino abbia ricevuto l’eucarestia e che essa sia negata, ad esempio ai divorziati , è motivo di infinita tristezza.

L’articolo che segue è una brillante analisi, che in larga misura condivido , compiuta da un esperto di cose latino americane, Gennaro Carotenuto

Ci sono due immagini che inquadrano il pontificato di Giovanni Paolo II. La prima è la foto dove si affaccia al balcone della Moneda benedicendo Pinochet e la seconda è quella dell?incontro con Fidel Castro. Tuttavia, c?è molto più di questo.

IN MEZZO c?è una guerra senza quartiere contro la Teologia della Liberazione. Una guerra sporca che è arrivata fino ad oscurare la figura del martire salvadoregno Oscar Romero e che però non ha vinto. Karol Wojtyla non ce l?ha fatta a battere la chiesa dei poveri che è oggi il motore del cattolicesimo anche se non ha cardinali nel concistoro. Questo è stato disegnato come tutto conservatore durante 27 anni di wojtylismo ed ha completamente bruciato per età o isolato politicamente la generazione del Concilio Vaticano II a cominciare da figure quali quella di Carlo Maria Martini. La guerra impossibile da vincere contro la Teologia della Liberazione è simbolica di un pontificato dove ci sono luci ma anche ombre, vittorie ma non poche sconfitte.

Alcune voci critiche esaltano la centralità del conservatorismo del papa. Il silenzio sulle dittature latinoamericane, l?aprire le porte del Vaticano a organizzazioni sinistre come l?Opus Dei, arrivando all?insulto della santificazione di José María Escrivá de Balaguer, complice e supporto di tutti i crimini del franchismo, non possono non causare repulsione. Le conseguenze nefaste di questo conservatorismo in tema di morale sessuale e per il ruolo della donna, lo fanno accusare addirittura di essere responsabile della diffusione di malattie a trasmissione sessuale come l?AIDS in Africa. Sono accuse ingiuste. Le cause della mortalità in Africa vanno cercate nella persistenza del dominio coloniale che provoca il sottosviluppo. Il cattolicesimo è parte di questo sistema di dominio ma ha compiuto passi oggettivamente importanti per essere anche parte della soluzione del problema. Non è possibile allo stesso tempo criticare una religione ?che è sempre di più espressione del terzo mondo e delle sue idiosincrasie- sia per essere paternalista sia per non esserlo non cambiando i suoi dogmi ?a la cárte?. Wojtyla è stato papa e monarca e il secolarismo della società moderna non può pretendere di assolvere i nipoti per gli stessi peccati per i quali furono condannati all?inferno i nonni di questi. Un individuo, una società o uno stato laico possono e debbono regolare e difendere il divorzio o l?aborto e favorire la contraccezione. Ma non possono pretendere che un papa cattolico li approvi. Tuttavia pochi papi hanno vissuto una trasformazione così radicale come quella della società contemporanea vissuta dal papa polacco. Giovanni Paolo II arrivò al soglio di San Pietro quando appena nasceva la tv a colori e muore tra satelliti ed sms. Ha saputo cavalcare questa rivoluzione mediatica. Eppure il suo tempo resta il tempo della massima laicizzazione della società e del massimo allontanamento di questa dai precetti cattolici. I suoi milioni di giovani ?i papaboys- in massima parte reinterpretano i suoi precetti in tema di morale sessuale semplicemente non applicandoli. La chiesa si adegua e la Sacra Rota annulla tanti matrimoni quanti lo stato ne dissolve con il divorzio. L?isteria planetaria che sta caratterizzando la sua morte è parte di questo contesto. La sua morte, come il suo pontificato, si dissolvono in cento grandi eventi mediatici, nei quali tutti applaudono e tutti ?a partire dai politici- si sentono autorizzati a fare come gli pare. In qualche modo la chiesa cattolica, che non ha risposte forti di fronte alla modernità, utilizza l?icona del papa, la mediatizzazione dell?icona del papa, per dare una risposta, appena esteriore, alla modernità stessa. Se George W Bush, oggetto di asperrime critiche in questi anni, assiste tranquillamente al suo funerale, allora è lecito il dubbio che il ruolo di Giovanni Paolo II e la sua capacità comunicativa siano state appena un?innocua icona pop della nostra modernità, una maglietta del Che, una pubblicità della Coca-Cola. E la sua fede, la sua religione cattolica appare allora come una parte di una industria che si fa nuova religione, una ?religione catodica?.

ECUMENISMO E GUERRE Col tempo viene alla luce che l?uomo che secondo la vulgata maggioritaria ha sconfitto il comunismo, è prima di tutto un ?defensor fidei? e un nazionalista polacco, ovvero antirusso. Non è un caso che nella sua ultima monografia definisca ?riaprendo il dibattito- il comunismo come ?un male necessario?. E Wojtyla è stato così tanto ?defensor fidei?, da essere stato attore della creazione di uno stato cattolico croato che ha aperto le porte alla macelleria balcanica. Col tempo viene alla luce che il papa ecumenico ?nel senso di comunione tra cristiani- è in realtà il papa monarca che esaltando il primato di Pietro non ha voluto o non ha saputo dare significativi passi avanti verso protestanti e ortodossi per motivi sia teologici come politici. D?altra parte, tanto i protestanti come gli ortodossi, non hanno fatto nulla per favorire avvicinamenti. Così, se è stato ecumenico Wojtyla non lo è stato verso gli altri cristiani quanto verso le altre religioni del mondo. Era meno difficile, ma più importante ed ha potuto inquadrarlo in un contesto di valori condivisi che sta tra i suoi contributi fondamentali. Invece, nella secolare diatriba tra cristiani, Wijtyla ha incarnato ed indurito la primazia di Roma e la centralità del papato. L?ha incarnata in un contesto mondiale profondamente modificato di un mondo che durante il suo pontificato si fa unipolare e con il neoliberismo trionfante. L?alleato di Ronald Reagan contro il socialismo reale diviene naturalmente il nemico più autorevole di George W Bush e della sua aggressione al mondo islamico. Non è una contraddizione. È il rifiuto dell?etica calvinista dell?individuo contro il solidarismo cattolico di una chiesa cattolica che si fa Sud e per questo condivide i destini di tutti i sud del mondo. Si fa Sud perché i suoi fedeli sono sempre più ?Sud? e più poveri e più sconfitti dal modello. Il conservatore Wojtyla, il fiero avversario della teologia della liberazione, l?amico dell?Opus, sa bene che il cattolicesimo del secolo XXI sarà una religione del Sud o non sarà.
Quando il pianeta intero esplode e il ?cristiano rinato? George W Bush insieme all?anglicano Tony Blair pretendono imporre la superiorità dell?occidente armandosi della croce e della giustizia infinita, solo Karol Wojtyla ha la forza morale per evitare che il pianeta intero precipiti in una guerra di religione, una nuova crociata del razzismo apocalittico protestante a caccia del dominio sul pianeta. Ebbe ?lui solo- l?autorevolezza per dire all?Islam e farsi ascoltare che non erano ?i cristiani? quelli che muovevano guerra all?Islam. Questo è l?apporto più importante del pontificato di Giovanni Paolo II e il dialogo tra religioni si fa centrale rispetto al dialogo dentro ?la? religione cristiana. È il dialogo che Wojtyla ha saputo tenere aperto con l?Islam con il rifiuto della guerra infinita, priorizzando valori solidaristici e spirituali al materialismo della modernità neoliberale che porta con sé l?etica protestante dell?individualismo. Finora è stato il fattore che ha evitato che il pianeta intero precipitasse in una guerra senza quartiere.

Gennaro Carotenuto

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disinformazione

22 Aprile 2007 Commenti chiusi

In genere mi guardo bene dallo sfogliare i quotidiani locali, ma le locandine, quelle te le schiaffano in faccia…
Se prendo per buona quella del Corriere Adriatico, capisco che in un tranquillo capoluogo di provincia un tizio può stuprare una ragazzina tra l’indifferenza dei passanti. Ce li immaginiamo pure i passanti sbirciare lo stupratore e tirar via dritto.
Brutta storia no?
A dar credito al Messaggero, che non ha interesse a dare una versione riduzionista dei fatti, la storia è diversa. Ben diversa. Lo stupro diventa un tentato stupro e proprio un “indifferente passante” avrebbe salvato la ragazzina.
Chi ha ragione? Se ha ragione -come è probabile- il Messaggero, il Corriere Adriatico procura allarme con un cliché. E poi ci lamentiamo

di Aldo Forbice…

I giornali usano le informazioni relative agli stupri da un lato per permettere ai ben pensanti un sano indignamento e dall’altro per fornire al lato malsano dei lettori dei particolari …all’apparenza ad uso cronaca.. che in realtà spingono lontana dalla notizia l’attenzione e la riflessione.
Così, poi, nei processi, se mai si giungesse ai processi, la vittima viene messa sullo stesso livello del criminale, viene indagata, osservata, oltraggiata.
Mai ho letto di giornalisti che abbiano riportato gli effetti di uno stupro, come la bulimia, l’anoressia, la depressione ; effetti in numerosi casi tali da porre a rischio di vita la vittima.
Di fronte a questo, i particolari e anche l’indifferenza perdono di valenza.
Perchè lo stupro si combatte con leggi tali da assimilarlo al tentato omicidio, con pene adeguate al reato e con il giusto riguardo per le vittime

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alma coloreada

15 Aprile 2007 3 commenti


La verità è continuamente deformata e non esiste alcuna forma di garanzia che le affermazioni che ci sono propinate quotidianamemte siano vere.
Nessuno, governo, opposizione, clero, medici, giornalisti, banchieri e chi più ne ha più ne metta parla con parole di verità.
L’unico modo per capire è porsi domande e trarre delle conclusioni : come? a chi conviene? perchè? cosa significa? è pertinente? la domanda ha avuto una risposta?. Cerchiamo di capire, leggiamo (non i giornali per l’amor di Dio), confrontiamo le nostre risposte. Impossessiamoci della nostra anima e che sia colorata

cambiano i colori
e scivola l’onda sul bagnasciuga
soffia il vento e
le nuvole si inseguano in cielo
sembra una nuova vita
l’auto corre veloce fino alla cima dell’everest
e una ragazza mi sorride mentre telefona
suona un sax
oh non ci posso credere
la mia vita dipende da ciò che voglio essere
e cammino
e corro
verso te, verso un gelato al limone
o forse ho solo sete di bollicine
suona ancora quel sax
e cresce il Paese
e tolgono le tasse
oro, argento e birra
non vedi quanto è bella la vita?
Questo sogno che non finisce mai
lontane sono le luci fosche
dicono sia un incubo
è la realtà
Non sono oro e non mi desidera una top model
cambiano i colori
e scivola l’onda sul bagnasciuga
suona ancora quel sax
e ripete in the mood
ridatemi l’anima
e che sia colorata

L’opera che segue è di Patrizia Pezzi

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attenti al bifido

14 Aprile 2007 Commenti chiusi

Il testo che segue, riguarda un prodotto molto diffuso in Italia, realizzato da Danone : Actimel
Questo ritrovato integra il contenuto di un battero generato per il 98 % dal nostro organismo e ha l’effetto di inibirne la produzione spontanea a scapito di quella indotta assumento il botticino venduto dalla Danone.
In realtà esso nacque come medicina sviluppata per quelle persone che non sono in grado geneticamente di produrne con il loro organismo. Fortunatamente questi malati sono rarissimi , tanto che il ritrovato non aveva alcun requisito di economicità.
Allora venne brevettato dalle imprese alimentari…
In Argentina la Segreteria de Salud (il Ministero della Salute) obbligò la ditta distributrice di Actimel ad indicare sull’etichetta di non consumare il prodotto per un tempo prolungato. In nessun Paese però si trova scritto che il consumo prolungato di questa sostanza determina la caduta delle difese immunitarie naturali dovute al batterio L.Casei e che in seguito alla mancata somministrazione si trova esposti ad una grave carenza di difesa immunitaria.
Purtroppo questo accade specialmente nel caso di organismi con meno di 14 anni
In compenso le vendite di Actimel vanno benissimo.

Algunas cosas interesantes sobre el ACTIMEL:
El ACTIMEL provee al organismo una bacteria llamada L.CASEI. Esta
sustancia es generada normalmente por el 98% de los organismos, pero
cuando se le suministra externamente por un tiempo prolongado, el
cuerpo deja de elaborarla y paulatinamente “olvida” que debe hacerlo y cómo hacerlo, sobre todo en personas menores a 14 años.

En realidad, surgió como un medicamento para esas pocas personas que no
lo elaboraban, pero ese universo era tan pequeño que el medicamento
resultó no rentable; para hacerlo rentable se vendió su patente a
empresas alimenticias.

La Secretaría de Salud obligó a ACTIMEL (La Serenísima) a indicar en
su publicidad que el producto no debe consumirse por un tiempo
prolongado; y cumplieron, pero en una forma tan sutil que ningún
consumidor lo percibe (p.ej. “desafío actimel: consúmalo durante 14
días” o “haga de agosto su actimel”).

Si una madre decide completar la dieta con ACTIMEL, no percibe
ningún aviso sobre su inconveniencia y no ve que puede estar
haciendo un daño importante a futuro a causa de las manipulaciones
publicitarias para impulsar los negocios.

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il cerchio di Bruna Dell’Agnese

9 Aprile 2007 Commenti chiusi


il Cerchio (tratto da Stanza Occidentale)

E proprio dell’amore essere centro
e insieme circonferenza. Lei, perno
fisso girando solamente su se stessa
e più dentro affondando le radici nel
suolo. Lui, l’asta che camminando in
tondo (e in fondo senza troppo scostarsi)
traccia la sua tersa circonferenza. E
sono due in uno.
Ma io da sola sono perno e asta
e roteando su me come il pupazzo nella
Giostra del Saraceno traccio col braccio
teso nell’aria un vuoto cerchio. (E mi
deriva solo dall’urto il moto).
Roteando veloce allora scopro che il giuoco
è proprio questo, questo colpirmi
mentre sto infissa a terra. E mi rigiro nel mio
cerchio vuoto.

L’immagine che segue è tratta dall’opera “la tentazione di sant’Ilario” di Dominique Papety.

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pensierino pasquale

8 Aprile 2007 1 commento


Tratto dal blog di Beppe Grillo

Il mercato è il nuovo riferimento ideologico dei nostri dipendenti. Chiude un?azienda? E? la legge del mercato. Qualche centinaio di famiglie viene messo in mezzo a un strada? E? il mercato. Una società fondamentale per l?Italia come Telecom è depredata e venduta all?asta? E? il mercato. Le Autostrade aumentano i pedaggi, non fanno i lavori stradali e distribuiscono i dividendi? E? il mercato.
Nessuno può opporsi al mercato, sarebbe contro il liberismo, contro la Boninochefalaspesa, contro Prodidagliocchichiusi. Contro la Comunità Europea che è sempre dalla parte del mercato, mai dei cittadini. Il mercato è la nuova divinità da celebrare con la Santa Pasqua. Un santino della Findomestic o dello psiconano nel portafoglio. Un dio senza ?competitor?. Se Cristo ha dovuto risorgere, il mercato non è mai morto.
Una discussione sull?acqua, sull?energia, sull?elettricità, sull?edilizia si spegne con la parola magica: mercato. Un’entità superiore che opera con regole sue, insondabili, ma giuste a priori, da non discutere. Vi ricordate gli applausi di Bertinotti e Fassino al tronchetto? Era il mercato. E tutti i fan di Coppola, Ricucci, Gnutti, Fiorani, Tanzi e Fazio della casa circondariale della libertà? Era il mercato. E l?indifferenza verso la condanna per bancarotta a Geronzi? E? sempre il mercato. E la permanenza di Buora in Telecom dopo lo scandalo dello spionaggio? E? ancora il mercato. Ma anche le intercettazioni erano (sono?) un mercato.
Se il mercato con le sue scatole cinesi, il suo capitalismo straccione, i conflitti di interessi, la sua totale mancanza di regole, decide delle nostre vite. Se questo è vero, ed è vero, i nostri dipendenti non servono a nulla. Si possono fare assumere direttamente dalle concessionarie statali, dalle industrie assistite, dalle holding dei vampiri moderni. O forse sono già assunti? Il Parlamento, giusto per specularci un po?, si potrebbe quotare in Borsa.

L’opera che segue è di Edouard Manet e si intitola “Le déjeuner sur l’herbe”
I benpensanti e il clero dell’epoca , manco a dirlo, non fecero alcun sforzo per capire la grandiosità di questo quadro, ma si limitarono a gridare scandalizzati per le offese alla morale comune.
E così non capirono che fronte avevano un capolavoro dell’iniziatore del movimento impressionista

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consapevolezza

5 Aprile 2007 3 commenti

La notizia peggiore è la totale assenza di notizie, la più dolorosa è la consapevolezza.

consapevolezza è
sapere quel che si è e scoprirsi sbagliati,
avere finalmente una chiara visione su una prospettiva fallimentare
intuire che mai proverò ciò che ho sempre cercato
capire che, ironia della sorte,
non ci sarà cuore che mi darà comprensione

Per questa tristezza non c’è immagine

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