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Archivio Maggio 2007

improvviso pensiero irrazionale

31 Maggio 2007 4 commenti


Lo spirito e la ragione. L’amore e il desiderio, scavando nel profondo fino a raggiungere il luogo dove cresce, dove diffonde il suo dominio
Questa è : “improvviso pensiero irrazionale”

è che quando ci sei il sole non tramonta
è che alle tue parole si aprono le porte del paradiso
e il blu del cielo si trapunta di stelle splendenti
è che l’amore mi rende cieco
e il cuore si inventa bugie a cui credere
suonano i pifferi e battono i tamburi
spiriti beffarti irreverenti della ragione
danzano in cerchio nudi del tutto
creture della terra
messageri della tua natura femminile
tracciando immagini seducenti
scavando dentro di me
fino a raggiungere il profondo più profondo
dove nasce il desiderio
e in questa oscurità mi perdo

Il quadro che segue , dipinto da Sir Lawrence Alma-Tadema si intitola ” exhuasted maenides after dance”

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libertà di espressione – il blog di gennaro carotenuto

27 Maggio 2007 Commenti chiusi

Ma siete davvero sicuri che “libertà d’espressione” è permettere a Bruno Vespa di condurre “Porta a porta” fino a che morte non ci separi?

Rispetto al trasferimento sul cavo e sul satellite del canale venezuelano RCTV siamo di fronte ad una duplice campagna, di disinformazione e di negazione di un dibattito che sarebbe vitale anche in Italia. E’ possibile che gli stessi che approvarono la legge che trasferiva Rete4 sul satellite, oggi utilizzano gli stessi argomenti di Emilio Fede (che a parole disprezzano) per attaccare il governo venezuelano?

Vi hanno detto che Marcelo Granier (il padrone della ferriera RCTV), ha in passato più volte dichiarato di proibire ai suoi figli di vedere la stessa RCTV? I vostri media hanno scritto o vi hanno nascosto che negli ultimi tre anni RCTV ha quotidianamente violato la legge di responsabilità civile dei media che limitava pornografia e violenza? E’ forse RCTV al di sopra della legge?

E’ possibile che una mozione presentata dalle destre al Parlamento Europeo, che ha avuto il voto a favore di appena 43 parlamentari europei su 800 in un’aula deserta, venga spacciata per “una censura del Parlamento Europeo contro Chávez”? E’ possibile edulcorare un colpo di stato come quello dell’11 aprile 2002 a Caracas, ribattezzandolo “tentata sollevazione popolare”? Lo fa il GR3 delle 8.45 di stamane 27 maggio. Il GR3 è quello stesso media che paragonò Salvador Allende ad Adolf Hitler. E’ libertà d’espressione pure questa?

In quale paese al mondo è possibile fare costantemente campagna per il rovesciamento VIOLENTO del proprio governo, essere pagati da un paese straniero (vedi documenti Golinger) per farlo e spacciare ciò come libertà di espressione? Cosa succederebbe se in Italia, quella stessa Italia dove non si può trasmettere un documentario della BBC, Canale5 o Rai2 incitassero quotidianamente all’eversione? E’ possibile che i giornalisti italiani siano così ignoranti o così malintenzionati da considerare “eversione” e “opposizione” come sinonimi?

In Venezuela negli ultimi due anni sono nate più di 300 radio comunitarie di ogni tendenza politica e religiosa. In Venezuela, nell’ultima campagna elettorale, l’80% dei media era ancora controllato dall’opposizione. I media italiani, nel trattare il caso RCTV, hanno preferito non solo omettere questi dati ma mentire ai propri lettori arrivando a sostenere che RCTV fosse l’unico media rimasto all’opposizione. E Globovision? E Televen? E Venevision? E tutti i canali locali? E i grandi quotidiani, El Universal, El Nacional, tutti strenuamente all’opposizione? E “Tal cual” di Teodoro Petkoff? Che giornalismo è quello che omette del tutto di verificare i dati e sposa solo la posizione più conveniente?

Cerchiamo di essere intellettualmente onesti. La TV commerciale è oramai così importante nelle nostre società da essere intoccabile e non governabile in nessun modo da organismi democraticamente eletti? La TV è al di sopra della democrazia?

Giova ricordare che la programmazione delle TV commerciali è decisa dal potere supremo degli azionisti e degli sponsor che decidono cosa dobbiamo sapere e cosa dobbiamo pensare. Tutto questo non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione. Nonostante il “pensiero unico” neoliberale pretenda che perfino l’acqua che beviamo sia una merce, sempre più persone sono convinte che così non possa essere. E quindi che anche quel che dobbiamo sapere e pensare non sia una merce sulla quale fare profitti.

E’ semmai il “pensiero unico” a violare la libertà di espressione. Magari senza proibire, ma riducendola ad una nicchia di mercato. Come a Caracas l’11 d’aprile 2002, quando il 100% dei canali commerciali fu parte dell’organizzazione del colpo di stato. Ma proprio quel giorno una minuscola TV di quartiere di una delle peggiori favelas di Caracas, CatiaTV, diede una lezione al mondo, chiamando i venezuelani a non arrendersi al colpo di stato e affermando che “un’altra comunicazione è possibile”.

Il caso RCTV non riguarda solo il Venezuela, riguarda l’Italia e il mondo. Se la libertà di espressione è solo quella dei Bruno Vespa e dei Marcelo Granier di dominare il mercato ed essere intoccabili, se la libertà di espressione è solo quella degli sponsor che stabiliscono chi e cosa va in onda e chi e cosa non conviene che ci vada, va denunciato che siamo di fronte ad una concezione oligarchica ed antidemocratica della libertà di espressione stessa. A parole si appella a questa, ma solo per monopolizzarla e negare tutte le altre libertà di espressione, a partire da quella di chi non ha voce.

Criticano la TV spazzatura, criticano la TV diseducativa fatta di sesso e violenza, sostengono che reality show e simili producono guasti gravissimi sulla società. Ma sarebbero disposti a morire per difendere il diritto di Simona Ventura a condurre l’Isola dei Famosi.

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il documentario

22 Maggio 2007 Commenti chiusi

Il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato l’acquisto e la trasmissione di un documentario realizzato dalla BBC (30 minuti x 20,000 ?)
che mostra alcune testimonianze di abusi sessuali eseguiti da sacerdoti cattolici su bambini.
Il documentario, realizzato circa un anno fa e facilemente scaricabile su internet è stato comprato da Santoro per la sua trasmissione.
Detto che i mostri non sono solo abbondanti nella chiesa cattolica (oltre 4300 nei soli Stati Uniti – fonte Conferenza Episcolale USa) , ma ovunque ci siano uomini e quindi anche fra gli islamici, i protestanti i buddisti, gli ebrei e gli atei, mi chiedo come mai per la chiesa cattolica sia così difficile ammettere che questi casi esistono e sono terrificanti.
Il testo che segue venne redatto il 26 aprile 2002 da Arturo Zampagnone di “Repubblica”

NEW YORK – Di ritorno dal summit sulla pedofilia in Vaticano, Bernard Law user posted image
e gli altri undici cardinali americani sono stati accolti, ieri sera, da cartelloni di protesta e da un clima scettico, insoddisfatto, irritato. Negli Stati Uniti, infatti, i risultati del vertice non sono piaciuti: giornali, gruppi di cattolici e associazioni delle vittime della pedofilia non hanno perso tempo nel manifestare la loro rabbia. “I cardinali – ha scritto il New York Times in un editoriale – non sono riusciti ad adottare quelle riforme disciplinari che avrebbero consentito alla chiesa di distanziarsi dagli errori del passato”. “I due documenti approvati a Roma – ha commentato il quotidiano più diffuso, Usa Today – aumentano la confusione”. Dietro a questi toni c’è la delusione per il mancato varo, a dispetto delle promesse, della linea della cosiddetta “tolleranza zero”, cioè dell’isolamento e denuncia dei sacerdoti pedofili al loro primo errore. In realtà i documenti dei cardinali americani si limitano a prevedere severe norme disciplinare solo nei casi “noti” di preti colpevoli di abuso sessuale “di tipo seriale e predatorio”. Una formulazione, questa, che lascia molta discrezionalità.

“Che cosa succederebbe – si è chiesto Scott Appleby, direttore dell’istituto sullo studio del cattolicesimo nella cattolicissima università di Notre Dame – se i peccati sessuali di un sacerdote non fossero ancora “seriali” ma rischiassero di diventarlo?” Roderick MacLeish, l’avvocato che ha difeso 180 vittime di preti pedofili, è stato ancora più duro: “La chiesa non diventerà mai un luogo sicuro per i bambini fino a quando non avrà riflettuto in modo serio sulle cause della pedofilia”.

Un altro dubbio – questo sollevato da Thomas Reese, direttore della rivista Catholic magazine – riguarda i sacerdoti che si sono macchiati di reati sessuali 20 o 30 anni fa, senza più commetterne. Come comportarsi? Dovranno essere denunciati alla magistratura oppure no? Anche a queste domande cercherà di rispondere, a metà giugno a Dallas, nel Texas, la conferenza episcopale americana, cui è demandato il compito di tradurre in pratica le linee concordate nel summit con il Papa.
Dure reazioni anche in Europa. A Londra, le vittime di abusi sessuali compiuti da sacerdoti hanno espresso la loro indignazione per le procedure indicate a Roma. Dice Colm O’Gorman, del gruppo britannico One in Four: “La risposta della Chiesa mostra che deve ancora capire la serietà del problema”. E John Kelly, fondatore dell’organizzazione irlandese Survivors of Child Abuse: “Non vedo né trasparenza, né giustizia da parte della Chiesa”.

Intanto, per i dodici cardinali americani, tornati ieri alla base, si prospetta un periodo di fuoco. Continua la raffica di richieste di risarcimento-danni da parte delle vittime: si calcola che la chiesa cattolica degli Stati Uniti, la più ricca del mondo, dovrà sborsare 1 miliardo di dollari di indennizzi. Resta poi aperta la questione delle dimissioni del cardinale di Boston, Law, accusato di aver trasferito – ma non neutralizzato – un sacerdote pedofilo, permettendogli così di mietere altre vittime. Law ha riferito che a Roma non si era mai discusso delle sue dimissioni. Ma nella sua diocesi, 7 fedeli su 10, secondo un sondaggio del “Boston Globe”, sono favorevoli al suo allontanamento.

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una illogica quiete

17 Maggio 2007 Commenti chiusi


Storia di un momento, tanto ordinario quanto evento raro.
Storia da pensare standosene seduti a vedere il cielo. Questa è “una illogica quiete”

libertà è starsene seduti a guardare il mare
chiudere gli occhi e dormire accarazzati dalla brezza
sentire il calore del sole sulla pelle

libertà è guardare il tuo corpo che giace assopito
curiosare fra le tue forme tanto amate
e sentire il tuo respiro tranquillo , segno di sogni lieti

libertà è camminare fra la gente, mani in tasca
in pace con il proprio cuore, dimentichi dei rimorsi
e stupirsi di questa illogica quiete, novità del mio mare

L’opera che segue si intitola ” midsummer eve” ed è di Edward Robert Hughes

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chi l’ha detto?

14 Maggio 2007 1 commento

La libertà è fatta di presente, di ricordo del passato e di progetti per il futuro. Negare la storia, fuorviare il pensiero corrisponde in modo assoluto a negare la libertà.

La frase che segue è stata pronunciata da Papa Benedetto XVI :
“La religione cattolica non è mai stata imposta dai conquistatori ai popoli nativi del continente americano. Cristo era il salvatore che i loro antenati da sempre anelavano silenziosamente”.
“L’annuncio di Gesù e del Vangelo non è stato in nessun momento, un’alienazione delle culture precolombiane, né fu l’imposizione di una cultura straniera”.

Se vi capitasse di andare a visitare la fortezza di San Juan de Ulúa, a Veracruz, la porta di accesso al Messico, messa a ferro e fuoco da Hernán Cortés potrete vedere un arco dal quale si ammira a destra la cattedrale e a sinistra il patibolo. Decine di migliaia di nativi furono obbligati a scegliere. E molti preferirono la morte alla croce.
Il genocidio durante il primo secolo di evangelizzazione dell’america latina costò la vita a 100.000.000 di persone (cento milioni).
Ma questi morti “anelavano silenziosamente il Cristo”

Negare questo genocidio è un passo pericoloso che apre la porta al negare la Shoà, a negare il nazismo, a negare ogni crimine contro la gente.

Queste persone che si arrogano il diritto di parlare nel nome di Dio dovrebbero pensare che ogni parola rubata al silenzio è peccato

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L’intimo me stesso

11 Maggio 2007 Commenti chiusi


L’uomo e la sua insicurezza. L’ondivago mutare fra miseria e nobiltà.
Questa è : “l’intimo me stesso”

Come il sole
colora l’orizzonte di colori cangianti
fino alla pienezza del giorno
e la polvere
che si deposita attorno a noi
sottomessa ad un moto infinito
la vita attraversa il tempo
con passi incerti e poi decisi
e delle mille cose che capitano
poche contano veramente
e di pochissime si conserva un ricordo
Molto spesso esso è rimpianto
tante volte dolore
ogni tanto è stupore
di aver saputo fare
di aver osato dire
Come l’aria
che porta profumi e petali perduti
fino a riesumare i ricordi più nascosti
e il mare
frantuma la sua potenza contro la costa
e riempie l’aria della sua essenza
vago con lo sguardo
fino ai confini oltre i quali non sono mai andato
e profondamente scandaglio la mia anima
fino a toccare l’intimo me stesso
per trovare una sola ragione
per potermi permettere il perdono

L’opera che segue è di Mauro Saviola

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la verità

3 Maggio 2007 1 commento


?Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana”.

Andrea Ravera

Ogni volta che un rotolo viene ritrovato nelle caverne di Qunran, oppure attorno ad Alessandria d’Egitto c’è sempre l’impressione che una qualche certezza artificiosa venga sgretolata.
La chiesa cattolica, fondata da Pietro, ma modellata sul pensiero di Paolo, basa le sue certezze sulla predicazione di quest’ultimo, convertitosi al cristianesimo dopo essere stato un fariseo osservante (quello che diremmo oggi un integralista).
Pietro venne crocifisso a Roma a testa in giù (la condanna riservata agli omicidi) in quanto ritenuto responsabile della morte di un altro predicatore cristiano, lo gnostico Simone.
Il potere temporale dei Papi deriva da un atto di donazione di terre di subordinazione del potere temporale degli Imperatori a quello dei pontefici, che è stato dimostrato come un falso medioevale
La negazione dell’evidenza scientifica è una caratteristica della chiesa cattolica e il processo a Galileo ne è una chiara dimostrazione.
I Vangeli sono dozzine e non quattro e sono frutto di riscritture continue.
La lettura di un vangelo canonico rende in modo magnifico la stratificazione delle opinioni e degli stili: infatti come può l’uomo che disse “chi è senza peccato scagli la prima pietra” oppure raggiunse la meraviglia nel “discorso della montagna” aver detto “Cefa tu sarai chiamato Pietro e su questa Pietra fonderò la mia chiesa”
La menzogna fatta regola, la negazione delle libertà, il genocidio dei popoli, la guerra nel nome di Dio.

Il Papa non crede nell’evoluzionismo e crede di rappresentare Dio in terra.
Ma Dio, quando venne in terra, mutava l’acqua in vino, andava alle feste e rideva di gusto, curava i malati e rimetteva i peccati.
Dio disse “chi è senza peccato scagli la prima pietra”
Il Papa può dire di aver meno peccati di Welby per negargli un sacramento?

L’opera che segue è di Giotto ed illustra il bacio di Giuda a Gesù ai Getsemani

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il piano energetico nazionale (kyoto mon amour)

2 Maggio 2007 Commenti chiusi

Il documento che segue è stato redatto da un gruppo di scienziati appartenenti al progetto Galileo 2001 ed è un appello al Presidente della Repubblica e alle massime cariche dello Stato. Il documento parte dai presupposti del Protocollo di Kyoto per giungere a conclusioni che vi sorprenderanno ( e che io condivido completamente)
Ignoro se a tale lettera il Presidente o qualche altro notabile abbia dato risposta e spero che il sospetto che tutto quanto sia caduto nell’indifferenza sia errato.
Mi chiedo anche se esista un Piano Energetico Nazionale che abbia un orizzonte superiore ai 13 giorni o se le energie del nostro Governo sono completamente rivolte a compiacere la Chiesa cattolica e alcuni suoi tremebondi rappresentanti ( a proposito : perchè mai Prodi non rassicura anche i commercianti oberati dal racket , che di proiettili nelle lettere e minacce e violenze e incendi dolosi ne subiscono fino alla resa?)

Questa è : “piano energetico nazionale”

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

On. Giorgio NAPOLITANO

e p.c.

Presidente del Consiglio ? On. Romano PRODI

Ministro dell?Economia e delle Finanze ? Prof. Tommaso PADOA SCHIOPPA
Ministro dello Sviluppo Economico ? On. Perluigi BERSANI
Ministro dell?Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ? On. Alfonso PECORARO SCANIO
Ministro per le Politiche Europee ? On. Emma BONINO

Presidente del Senato ? Sen. Franco MARINI
Presidente della Camera dei Deputati ? On. Fausto BERTINOTTI

Presidente V Commissione Bilancio Senato ? Sen. Enrico MORANDO
Presidente VI Commissione Finanze Senato ? Sen. Giorgio BENVENUTO
Presidente X Commissione Industria Senato ? Sen. Aldo SCARABOSIO
Presidente XIII Commissione Ambiente Senato ? Sen. Tommaso SODANO
Presidente XIV Commissione Politiche UE Senato ? Sen. Andrea MANZELLA

Presidente V Commissione Bilancio Camera ? On. Lino DUILIO
Presidente VI Commissione Finanze Camera ? On. Paolo DEL MESE
Presidente X Commissione Attività Produttive Camera ? On. Daniele CAPEZZONE
Presidente VIII Commissione Ambiente Camera ? On. Ermete REALACCI
Presidente XIV Commissione UE Camera ? On. Franca BIMBI

4 aprile 2007

Illustre Signor Presidente,

è da tempo che l?Associazione Galileo 2001 vede con preoccupazione le decisioni assunte dai Governi e dal Parlamento italiano di ratificare il Protocollo di Kyoto. Maggiore preoccupazione manifestiamo oggi per l?ipotesi di assunzione di impegni ancora più gravosi in sede europea e nazionale relativi alla politica ambientale ed energetica.

Come cittadini e uomini di scienza, avvertiamo il dovere di rilevare che la tesi sottesa al Protocollo, cioè che sia in atto un processo di variazione del clima globale causato quasi esclusivamente dalle emissioni antropiche, è a nostro avviso non dimostrata, essendo l?entità del contributo antropico una questione ancora oggetto di studio.

In ogni caso, anche ammettendo la validità dell?intera teoria dell?effetto serra antropogenico, gli obiettivi proposti dal Protocollo di Kyoto sono inadeguati, poiché inciderebbero solo in modo irrilevante sulla quantità totale di gas serra. Totalmente inadeguati rispetto al loro effetto sul clima ma potenzialmente disastrosi per l?economia del Paese. Dal punto di vista degli impegni assunti con la sottoscrizione del Protocollo rileviamo che:

1. l?Italia si è impegnata a ridurre entro il 2012 le proprie emissioni di gas-serra del 6.5% rispetto alle emissioni del 1990;
2. poiché da allora le emissioni italiane di gas-serra sono aumentate, per onorare l?impegno assunto dovremmo ridurre quelle odierne del 17%, cioè di circa 1/6;
3. in considerazione dell?attuale assetto e delle prospettive di evoluzione a breve-medio termine del sistema energetico italiano, il suddetto obiettivo è tecnicamente irraggiungibile nei tempi imposti.

All?impossibilità pratica di rispettare gli impegni assunti fanno riscontro le pesanti sanzioni previste dal Protocollo per i Paesi inadempienti, che rischiano di costare all?Italia oltre 40 miliardi di euro per ciò che avverrà nel solo periodo 2008-2012.

Al fine di indirizzare correttamente le azioni volte al conseguimento degli obiettivi di riduzione, occorre tenere presente che i settori dei trasporti e della produzione elettrica contribuiscono, ciascuno, per circa 1/3 alle emissioni di gas serra (il restante terzo è dovuto all?uso d?energia non elettrica del settore civile/industriale). Giova allora valutare cosa significherebbe tentare di conseguire gli obiettivi del Protocollo in uno dei seguenti modi:

* sostituire il 50% del carburante per autotrazione con biocarburante;
* sostituire il 50% della produzione elettrica da fonti fossili con tecnologie prive di emissioni.

1. Biocarburanti. Per sostituire il 50% del carburante per autotrazione con bioetanolo, tenendo conto dell?energia netta del suo processo di produzione, sarebbe necessario coltivare a mais 500.000 kmq di territorio, di cui ovviamente non disponiamo. Anche coltivando a mais tutta la superficie agricola attualmente non utilizzata (meno di 10.000 kmq), l?uso dei biocarburanti ci consentirebbe di raggiungere meno del 2% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.

2. Eolico. Sostituire con l?eolico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili significherebbe installare 80 GW di turbine eoliche, ovvero 80.000 turbine (una ogni 4 kmq del territorio nazionale). Appare evidente il carattere utopico di questa soluzione (che, ad ogni modo, richiederebbe un investimento non inferiore a 80 miliardi di euro). In Germania, il paese che più di tutti al mondo ha scommesso nell?eolico, i 18 GW eolici ? oltre il 15% della potenza elettrica installata ? producono meno del 5% del fabbisogno elettrico tedesco.

3. Fotovoltaico. Per sostituire con il fotovoltaico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili sarebbe necessario installare 120 GW fotovoltaici (con un impegno economico non inferiore a 700 miliardi di euro), a fronte di una potenza fotovoltaica attualmente installata nel mondo inferiore a 5 GW. Installando in Italia una potenza fotovoltaica pari a quella installata in tutto il mondo, non conseguiremmo neanche il 4% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.

4. Nucleare. Per sostituire il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili basterebbe installare 10 reattori del tipo di quelli attualmente in costruzione in Francia o in Finlandia, con un investimento complessivo inferiore a 35 miliardi di euro. Avere 10 reattori nucleari ci metterebbe in linea con gli altri Paesi in Europa (la Svizzera ne ha 5, la Spagna 9, la Svezia 11, la Germania 17, la Gran Bretagna 27, la Francia 58) e consentirebbe all?Italia di produrre da fonte nucleare una quota del proprio fabbisogno elettrico pari alla media europea (circa 30%).

Come si vede, nessuna realistica combinazione tra le prime tre opzioni (attualmente eccessivamente incentivate dallo Stato) può raggiungere neanche il 5% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Agli impegni economici corrispondenti si dovrebbe poi sommare l?onere conseguente all?acquisto delle quote di emissioni o alle sanzioni per il restante 95% non soddisfatto.

Esprimiamo quindi viva preoccupazione per gli indirizzi che il Governo e il Parlamento stanno adottando in tema di politica energetica e ambientale, e chiediamo pertanto:

1. che si promuova la definizione di un piano energetico nazionale (PEN), anche con la partecipazione di esperti europei, che includa la fonte nucleare ? che è sicura e rispettosa dell?ambiente e l?unica, come visto, in grado di affrontare responsabilmente gli obiettivi del Protocollo di Kyoto ? e che dia alle fonti rinnovabili la dignità che esse meritano ma entro i limiti di ciò che possono realisticamente offrire;

2. che la comunità scientifica sia interpellata e coinvolta nella definizione del PEN e che si proceda alla costituzione di una task force qualificata per definire le azioni necessarie a rendere praticabile l?opzione nucleare;

3. che si interrompa la proliferazione di scoordinati piani energetici comunali, provinciali o regionali e che non siano disposte incentivazioni a favore dell?una o dell?altra tecnologia di produzione energetica al di fuori del quadro programmatico di un PEN trasparente e motivato sul piano scientifico e tecnico-economico.

Restiamo a Sua disposizione, Signor Presidente, per documentarLa puntualmente su quanto affermiamo.

Presidente: Renato Angelo Ricci

Consiglio di Presidenza: Franco Battaglia
Carlo Bernadini
Tullio Regge
Giorgio Salvini
Umberto Tirelli
Umberto Veronesi

Consiglio Direttivo:

Cinzia Caporale
Giovanni Carboni
Maurizio Di Paola
Guido Fano
Silvio Garattini
Roberto Habel
Corrado Kropp
Giovanni Vittorio Pallottino
Ernesto Pedrocchi
Francesco Sala
Gian Tommaso Scarascia Mugnozza
Paolo Sequi
Ugo Spezia
Giorgio Trenta
Giulio Valli
Paolo Vecchia

Altri firmatari:

Claudia Baldini
Argeo Benco
Ugo Bilardo
Giuseppe Blasi
Paolo Borrione
Cristiano Bucaioni
Luigi Chilin
Raffaele Conversano
Carlo Cosmelli
Riccardo DeSalvo
Silvano Fuso
Oliviero Fuzzi
Giorgio Giacomelli
Renato Giussani
Luciano Lepori
Carlo Lombardi
Alessandro Longo
Stefano Monti
Antonio Paoletti
Salvatore Raimondi
Marco Ricci
Roberto Rosa
Angela Rosati
Massimo Sepielli
Elena Soetje Baldini
Roberto Vacca
Giuseppe Zollino

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un altro pezzo di libertà che se ne va

1 Maggio 2007 Commenti chiusi

Il pezzo che segue è di Marco Travaglio ed è apparso nel blog di Beppe Grillo. Sui giornali ovviamente no. Se avrete la pazienza di leggerlo per intero capirete perchè Freedomhouse ci classifica come “Paese parzialmente libero”
Ah , quasi dimenticavo.. contate quanti oppositori ha avuto questo disegno di Legge.

vi rubo qualche minuto di attenzione per una faccenda piuttosto preoccupante che riguarda il mio lavoro di giornalista, ma anche il vostro di cittadini. Dieci giorni fa maggioranza e opposizione unite hanno deciso di mettere il bavaglio alla stampa su tutti gli atti d?indagine: verbali d?interrogatorio, intercettazioni, avvisi di garanzia, mandati di cattura, decreti di perquisizione e di sequestro, insomma tutto ciò che fino a oggi ci ha fatto capire le malefatte del potere politico, imprenditoriale, finanziario, sportivo eccetera. La legge l?hanno intestata al solito Mastella, come Berlusconi intestava le sue prime aziende alle casalinghe e ai cugini di Buscetta, e i suoi giornali al fratello e alla moglie. Ma l?ha voluta e votata tutta la Casta degli Intoccabili: alla Camera ha raccolto 447 voti favorevoli, nessuno contrario, e sette astensioni (Giulietti, De Zulueta, Caldarola, Carra, Poletti, Zaccaria e un altro che non ricordo).
Ancora sotto choc per le telefonate che fotografavano i maneggi di Fazio e dei vertici di Forza Italia, della Lega e dei Ds con i furbetti del quartierino, e che produssero le dimissioni dello sgovernatore e il fallimento delle scalate bancarie. Ancora atterriti dalle intercettazioni che costrinsero alla fuga i vari Moggi, Giraudo, Carraro, De Santis. Ancora sgomenti per le carte che hanno smascherato gli scandali del Sismi deviato e dello spionaggio Telecom.
Ecco, con questi sentimenti nel cuore e soprattutto nella poltrona, i nostri dipendenti hanno pensato bene di imbavagliare la stampa segretando tutto. Se la legge Mastella fosse stata in vigore qualche anno fa, non sapremmo ancora nulla di Bancopoli, Calciopoli, Vallettopoli, Ricattopoli, Tronchettopoli, Spiopoli (e scusate per queste orrende parole, ma ci siamo capiti). I protagonisti di tutti questi scandali sarebbero ancora ai loro posti, perché i processi non sono ancora iniziati. Infatti la legge impone il top secret a tutti gli atti fino all?inizio del processo (quelli del fascicolo del pubblico ministero, addirittura fino alla sentenza d?appello). Così, se anche il Senato approverà questa porcata, l?opinione pubblica non saprà più nulla degli scandali per anni e anni, visti i tempi biblici della nostra giustizia. E non potremo nemmeno esercitare il controllo sull?attività della magistratura, che pure amministra la giustizia ?in nome del popolo italiano?.
Non facciamoci fregare dalle parole: questa non è una legge ?in difesa della privacy? (che esiste da una quindicina d?anni), nè contro ?la gogna delle intercettazioni?: qui non sono in ballo solo le intercettazioni, che pure sono importanti, ma ? lo ripeto ? tutti gli atti di indagine.
Qualcuno dirà: ma anche oggi sono segreti. Non è vero. E? dal 1989 che il segreto istruttorio non esiste più. E? stato sostituito, nel nuovo codice di procedura penale, da un blando segreto investigativo che copre solo gli atti ?non conoscibili dall?indagato?. Se l?indagato li conosce, non sono più segreti. E se ne può parlare. L?unico limite è quello ? peraltro assurdo ? che vieta di riportare il testo integrale di un interrogatorio o di un?intercettazione, ma consente di pubblicarne il contenuto, cioè un riassunto il più possibile fedele. Comunque, chi infrange quel divieto (e nei casi importanti è doveroso infrangerlo), rischia una multa ridicola: da 51 a 258 euro (e se uno ?oblaziona?, pagando la metà, cioè 130 euro, non viene neppure processato).
Ora invece la legge Mastella porta la pena a un minimo di 10 mila e a un massimo di 100 mila euro. Così l?oblazione passa da 120 euro a 50 mila. Cifre che nessun giornalista può permettersi di pagare e che nessun editore ? salvo che sia Berlusconi alle prese con le telefonate di Fassino ? sarà disposto a sborsare. Al contempo, la legge allarga a dismisura la categoria degli atti non più pubblicabili. E? vietata la pubblicazione, ?anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla fine delle indagini o dell?udienza preliminare?.
La notizia non é segreta, ma è vietato pubblicarla: i giornalisti la conoscono, ma non possono più raccontarla. Se qualcuno vuol proprio sapere qualcosa, magari viene in redazione e gli facciamo leggere le carte, di straforo. Ancora: è vietata la pubblicazione, anche nel contenuto, di intercettazioni e tabulati telefonici ?anche se non più coperti da segreto?. Stesso discorso: non sono segreti, il giornalista li conosce, gli avvocati pure, i politici di solito anche, ma la gente non li deve sapere. Così, intanto, brulicano i ricatti. Se poi vengo in possesso di un dossier o di un?intercettazione illegalmente raccolti (per esempio, dal Sismi o dalla banda Tavaroli), e magari questi contengono notizie gravissime (per esempio, che si sta preparando un colpo di Stato), e li pubblico, rischio da 6 mesi a 4 anni di galera. Quindi non li pubblico, oppure finisco dentro.
Che fare? Intanto è importante sapere cosa stanno preparando e avvertire gli amici. E poi bisogna tenersi pronti per qualche iniziativa concreta: che so, una raccolta di firma, un referendum abrogativo. Io, per parte mia, se la porcata dovesse passare, farò obiezione di coscienza e pubblicherò ugualmente notizie vietate, per farmi processare e chiedere al giudice di sollevare un?eccezione dinanzi alla Corte costituzionale per far dichiarare illegittima la norma.
a ripeto: non è una legge contro i giornalisti, che le notizie continueranno a conoscerle (e in molti casi sono ben felici di farsi imbavagliare, così danno la colpa a Mastella e non passano per servi). E? una legge contro i cittadini. Parafrasando Altan, potremmo tradurla così: al cittadino non far sapere come gl?infilano l?ombrello nel sedere.”

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definizioni

1 Maggio 2007 1 commento


Diceva Napoleone che la libertà è ambita da persone con un intelletto superiore, mentre l’ugualianza è desiderata dalle masse.

“La libertà indica in generale, facoltà di vivere, di muoversi, di agire in modo autonomo, secondo la propria volontà e la propria natura, senza essere sottoposti a limitazioni e costrizioni” – definizione tratta da http://ita.anarchopedia.org

“La libertà indica l’essere libero, la condizione di chi non è prigionero e non ha restrizioni, non è confinato o impedito. La libertà in senso più ampio è anche la facoltà dell’uomo di agire e di pensare in piena autonomia, è la condizione di chi può agire secondo le proprie scelte, in certi casi grazie ad un potere specifico riconosciutogli dalla legge.” definizione tratta da http://it.wikipedia.org/

“Il presupposto della costituzione democratica è la libertà, tanto che si dice che solo con questa costituzione è possibile godere della libertà, che si afferma essere il fine di ogni democrazia. Una delle caratteristiche della libertà è che le stesse persone in parte siano comandate e in parte comandino. Questi dunque sono i caratteri comuni a tutte le democrazie, e da quella che unanimemente si concorda essere la giustizia secondo i canoni democratici (cioè che tutti abbiano lo stesso secondo il numero) deriva quella che più di ogni altra sembra essere democrazia e governo di popolo. L?uguaglianza consiste nel fatto che non comandino più i poveri dei ricchi, che non siano sovrani i primi soltanto, ma tutti secondo rapporti numerici di uguaglianza. E questo sarebbe l?unico modo per ritenere realizzate l?uguaglianza e la libertà nella costituzione. Aristotele

La libertà non è star sopra un albero,non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,libertà è partecipazione. Gaber

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