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Archivio Giugno 2007

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26 Giugno 2007 Commenti chiusi

Il 25 gennaio 2007 il Presidente della Repubblica e il Primo ministro, commossi ed indignati puntarono il dito contro il grave, terribile problema delle “morti bianche”, ovvero i decessi accaduti sul posto di lavoro per aperte e gravi violazioni delle condizioni di sicurezza.
Notate la data: 25 gennaio.
Il 30 aprile e poi per un mese intero Sky Tg24 programmò una serie di speciali sull’argomento delle “morti bianche” con interviste e collegamenti (trattati da diverse angolazioni) : tra gli ospiti già previsti, il ministro del Welfare Cesare Damiano.
?Il tema delle morti bianche – notò Carelli – è purtroppo di grande attualità e ultimamente ha assunto dimensioni preoccupanti. Abbiamo scelto di approfondirlo proseguendo sulla linea della sensibilizzazione sui temi di rilevanza civile.
Ansa 18 giugno 2007 : sono state 1.280 le morti bianche in Italia nel 2006. In aumento rispetto al 2005, anno in cui 1.265 persone hanno perso la vita in incidenti sul lavoro. Si tratta di dati provvisori, resi noti dal Rapporto sui Diritti Globali.Il triste primato tocca alla Lombardia: 230 morti. Il maggior numero di infortuni mortali si e’ verificato nel settore delle costruzioni (282).

Adesso, se ne avete ancora voglia, potete leggere le dichiarazioni di Napolitano e Prodi.

La precarietà e la mancanza di garanzie dei lavoratori “sono in effetti le cause principali dell’abnorme frequenza e gravità degli incidenti, anche mortali, sul lavoro”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un video-messaggio inviato alla seconda Conferenza Nazionale su Salute e sicurezza sul lavoro, che si è aperta oggi a Napoli.

Alla voce del capo dello Stato si è aggiunta quella di Romano Prodi, che ha definito “intollerabili” le cifre relative a morti e infortuni sul lavoro in Italia. Il presidente del Consiglio Romano Prodi, collegato in videoconferenza, è intervenuto ricordando il bilancio nero che arriva dal mondo del lavoro: “25 persone dal 1 gennaio ad oggi, e non passa giorno senza che la cronaca ci racconti la storia di un nuovo infortunio e di una morte”. “Spezzare la catena di morti – ha dichiarato Prodi – deve diventare un obiettivo non transitorio, ma organico e complessivo per il governo, per le istituzioni, le forze sindacali e anche per l’opinione pubblica”.

Nel suo messaggio, il presidente della Repubblica ha puntato l’indice sul lavoro nero (“così diffuso nel Mezzogiorno”), minorile e degli immigrati. Proprio ieri l’Anmil aveva fornito i dati dei primi 9 mesi dell’anno: 1141 vittime di incidenti mortali e sempre grave la casistica delle malattie professionali con altre centinaia di decessi, molti riconducibili all’amianto.

“Non ci si può limitare alla denuncia commossa e indignata”, ha chiarito Napolitano sollecitando ad “adottare misure realmente efficaci”: quelle previste nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” inserito nel Decreto per il rilancio economico, approvato lo scorso luglio, e quelle del Testo unico sulla salute e sulla sicurezza del lavoro e del nuovo Codice degli appalti. “Spero che vedano presto la luce”, ha inoltre auspicato constatando la “fruttuosa collaborazione fra maggioranza e opposizione” che si è delineata su questi temi e ha portato all’istituzione della commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni.

Altrettanto importanti sono però, ha sottolineato il capo dello Stato, “i controlli da compiere sistematicamente sull’osservanza delle leggi e di tutte le misure di garanzia”.

In questo campo, ha fatto osservare, non siamo all’anno zero: “in questi mesi si sono dati dei buoni esempi, e si è deciso anche un primo adeguamento delle risorse di personale necessarie per i controlli”.

Napolitano ha rivolto il un appello anche alla società civile e ai giornali: “Si elevi il livello di attenzione, anche sui mezzi di informazione, per questi fatti e e questi problemi, si elevi il livello di comune sensibilità sociale e civile”.

L’intervento del capo dello Stato non è giunto inatteso. Come ha ricordato egli stesso nel messaggio, fin dal giorno del suo insediamento ha invitato a guardare con più attenzione “al valore del lavoro, come base della Repubblica democratica”, e a fare di più per tutelare la sicurezza sui posti di lavoro. Le morti e gli incidenti sul lavoro, ha concluso, costituiscono “una piaga”, ma questo “non è un prezzo inevitabile da pagare, come in qualsiasi altro grande Paese con milioni di occupati”.

1280 dimenticati

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facciamo finta che tutto va ben

21 Giugno 2007 Commenti chiusi

Riprendo un argomento trattato nel blog di Beppe Grillo, che pubblico integralmente, dedicato agli effetti della legge Biagi/Treu.
La perdita inarrestabile del significato di dignità , di diritto alla critica, di opposizione, indicano il consilidarsi della certezza dell’oppressione e del dominio.

Chi denuncia gli effetti della legge Biagi o della Treu è un visionario o un terrorista. In Italia va tutto bene: la disoccupazione non esiste più, siamo ai minimi storici. Ed è vero, dalla disoccupazione siamo passati direttamente allo schiavismo. Il professor Gallegati del dipartimento di Economia della Università Politecnica delle Marche fa alcune considerazioni sugli ultimi dati relativi all’occupazione. Sarà un terrorista anche lui?
Riporto, insieme alla sua lettera, uno dei ventimila casi di schiavismo che mi sono stati segnalati, presente nel libro Schiavi Moderni (71.000 copie scaricate). Si ride per non piangere.

“Caro Beppe,
pare che il Governo proverà a sporcarsi le mani modificando la ?legge Biagi?.
Prima di valutarne l?azione, facciamo il punto con dati, per una volta tempestivi, aggiornati all’altro ieri, sul precariato.
La durata dei nuovi contratti offre, da sola, un segnale preoccupante: oltre il 60% è inferiore a 3 mesi e solo il 2% ha durata di 1 anno o più. Dei primi, la metà ha contratto di 1 mese, mentre 1 lavoratore su 5 di una settimana (5 giorni, ovvio).
Il bollettino economico della Banca d?Italia ci informa che quasi il 50 per cento dei giovani lavoratori sono assunti con contratti a termine. Preoccupante, si dirà. E allora che dire quando si scopre che di questi neoassunti meno del 10% in un anno vede trasformato il proprio contratto a termine in un contratto a tempo indeterminato. A parte qualche ?fondamentalista del mercato?, c?è ormai fin troppa evidenza che la legge Biagi non è stata in grado di offrire una risposta seria risposta alla persistente frammentazione (territoriale, generazionale e per sesso) del mercato del lavoro. In più (vedi la Postfazione a Schiavi moderni) la pensione come se la pagheranno ?sti precari? Occorrerebbe una riforma di lungo periodo in grado di offrire ai giovani lavoratori una prospettiva di stabilità. I dati dimostrano che, una volta concluso il contratto a termine, non c?è quasi nessuna prospettiva di lungo periodo. Salvaguardare la flessibilità senza precarizzare la vita delle persone è ciò che si deve pretendere.
Una possibilità per promuovere un ingresso duraturo nel mercato del lavoro è quella francese, mediante l?introduzione graduale di forme di protezione dell?impiego, nella forma di indennità di licenziamento, che dovrebbe aumentare gradualmente, mentre si allunga la durata di un impiego presso un?impresa. Tutto questo dovrebbe avvenire nell?ambito di un contratto a tempo indeterminato, uguale per tutti e indipendentemente dall?età del lavoratore. Al contempo, la durata massima dei contratti a tempo determinato dovrebbe essere ridotta a dieci-dodici mesi. La scommessa è: i giovani lavoratori accetteranno un percorso verso la stabilità partendo da un contratto che, solo in teoria. non ha limiti di durata?
Una seconda possibilità è proposta dal modello danese con la sua “flexsecurity”, ossia flessibilità economica unita a sicurezza sociale. In Danimarca un impiego dura in media quattro anni e ogni danese cambia almeno cinque volte datore di lavoro nel corso della sua vita lavorativa. Gli imprenditori hanno grande libertà di licenziare, mentre il lavoratore licenziato, dal primo giorno di disoccupazione percepisce un assegno da parte dello Stato pari all’80-90% del suo stipendio per quattro anni. E? un modello sociale che mira a salvare le persone piuttosto che i posti di lavoro, investendo sulla formazione dei lavoratori per orientarli verso nuovi settori. Modello assai costoso, e l?Italia col debito che ha, se lo potrà permettere solo recuperando evasione fiscale (ricordiamo che questa equivale a ben 5 finanziarie pesanti l?anno).
La ?legge Biagi? è diventata la cartina di tornasole delle visioni del capitalismo, dei 2 fondamentalismi, tra stato e mercato. Lo Stato deve e può trasformare il precariato in flessibilità. Troppo piano va il piano di riforma della legge 30.
Un abbraccio.
Mauro Gallegati

Un master alle spalle da “Schiavi Moderni”
“Sono anch?io un lavoratore di call-center. Ho 27 anni, sono laureato e ho un master alle spalle. Sono uno di quelli altamente qualificati che stentano a trovare un lavoro dignitoso e che ripiegano nei call-center per avere qualche centinaio di euro in più in tasca.
Sono anch?io uno schiavo moderno. Circa un mese e mezzo fa sono stato assunto come operatore outbound (in pratica rompere le balle alle persone fino alle 9,30 di sera!) per una scuola di inglese di Napoli a 5 ? lordi l?ora. Inutile dirti che in questo call-center siamo tutti laureati o laureandi (potendo scegliere scelgono il meglio, mi pare ovvio!). Questa mattina sono stato convocato dal mio supervisore in merito al mio recente rendimento: a detta sua scarso e aggravato dal mio comportamento ?strafottente nei suoi confronti?. Che tradotto significa: rifiutarsi di venire a lavorare prima senza che il tempo in più venisse conteggiato, richiedere la copia del contratto che abbiamo firmato senza che ci fosse la data di fine rapporto e, cosa più grave di tutte, esprimere le mie idee (ci tengo a precisare comunque che il mio rendimento non è poi così scarso: non sono mai stato assente nel mese di marzo e ho già fatto un paio di contatti utili ai fini dell?obiettivo mensile).Tutti quelli che lavorano, hanno lavorato e, sono sicuro, lavoreranno in questo call-center firmano contratti di collaborazione a tempo determinato nei quali è lasciata in bianco la data di fine e soprattutto senza che ne venga data la copia firmata (i più fortunati hanno al massimo una fotocopia!).
Il supervisore, dopo aver ricamato in modo patetico sul mio comportamento ?sovversivo? mi ha invitato a firmare le dimissioni e al mio rifiuto è andato su tutte le furie dicendomi che solo per tale comportamento meritavo di essere mandato a casa (rinunciare di firmare le dimissioni?). In evidente difficoltà mi ha fatto parlare con il direttore dicendo che non voleva altri casini e che stavo dando i numeri.”

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piano, adagio

16 Giugno 2007 1 commento


Luci soffuse, musica di piano insegue sequenze jazz. La festa è finita e la gente piano piano se ne va. L’ultimo bicchiere, mani in tasca, stanco.
Poi, all’improvviso entri tu. Questa è “piano, adagio”

piano, adagio
entri quando tutto sembra finito
bella così, nella semplicità
fra tanti che ti guardavano
tu cercavi me
piano, adagio
mi prendi la mano
bella così, dietro ai tuoi occhi
è stato come volare, come un lungo sogno
ho scoperto di non aver mai capito quanto possa essere bello lasciarsi andare
e facciamo finta di non sapere che prima o poi tutto finirà
facciamo finta che oltre questo momento ci sia nulla
che è solo per noi due
che tutto passerà, meno questo istante
piano, adagio
usciamo insieme e tutto incomincerà

L’immagine che segue è “l’acqua in movimento” di Gustav Klimt

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io sono il male

13 Giugno 2007 1 commento


io sono il male – di Corrado Guzzanti

Io sono l’angelo della morte…
tornato dall’inferno
alla luce dei vivi
dove il sangue tiepido delle membra innocenti
attira come miele la mia gola assetata…
Io sono l’angelo del male
disceso a baloccarsi coi mortali,
il mio stomaco aperto alle vostri carni bianche
attende impaziente il suo macabro pasto
Io sono l’angelo della morte…
…di chi e’ il Renault 5 in seconda fila?

L’opera che segue si intitola Le déjeuner sur l’herbe ed è di eduard Manet

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amplifichiamo

10 Giugno 2007 2 commenti

Accolgo l’invito del blog “vocinelsilenzio.blog.tiscali.it” e pubblico per SARA e ROBERTO

Pubblichiamo, qui di seguito, la lettera con la quale abbiamo oggi richiamato l?attenzione del neo eletto Sindaco del comune di Vallermosa sulla drammatica situazione di Carlo Ibba e Luisa Caddeo e dei loro 2 bambini SARA E ROBERTO.
La stessa lettera è stata, ancora una volta, inviata a tutti gli organi di informazione già a suo tempo da noi interessati.
Confidiamo sul fatto che il nuovo Sindaco, che ha la possibilità di muovere i primi passi del suo mandato istituzionale improntando la sua opera ad un atto di solidarietà, giustizia ed amore, possa porre in essere tutti gli adempimenti concessigli dalla sua carica, affinchè questa famiglia ritrovi la serenità che un atroce destino, non disgiunto dalla distrazione degli uomini, gli ha sinora precluso.
Chiunque avverta intimamente il bisogno di partecipare a questa campagna di solidarietà e di amore, è pregato di farlo astenendosi da porre in essere manifestazioni improntate all?astio, all?odio e ad un uso di volgare ed offensiva terminologia nei confronti degli interlocutori destinatari delle sollecitazioni . Riteniamo, infatti, che l?obbiettivo che ci stiamo proponendo possa essere raggiunto solo se riusciremo a visualizzare i nostri interlocutori (le Istituzioni e gli Organi di Informazione) non come nemici ma bensì come alleati con i quali portare a termine questa piccola grande impresa che riaffermi, ancora una volta, come una comune ricerca di intenti, connaturata da solidarietà ed amore nei confronti dei nostri simili, possa essere più proficua di uno ?scontro? che produrrebbe solo risultati negativi per i nostri amici Roberto, Sara, Carlo e Luisa.
Ciò non toglie che la nostra azione deve, comunque, essere improntata alla massima tenacia nel sollecitare l?attenzione delle Istituzioni preposte alla risoluzione della situazione che segnaleremo.

“AL SIGNOR ENZO CATTA , SINDACO DEL COMUNE DI VALLERMOSA(CA)
Egregio signor CATTA,
siamo due cittadini che gestiscono un blog, sulla piattaforma TISCALI, che si prepone la finalità
di sostenere, in qualsiasi forma, casi ed eventi dai quali emerge sofferenza, soprattutto riferita all?infanzia.
Da oltre un mese ci stiamo occupando, dietro specifica autorizzazione dei diretti interessati, della tragica situazione in cui versa la famiglia IBBA ? CADDEO, residente nel comune che Lei è stato chiamato recentemente ad amministrare, composta da Carlo, Luisa e dai loro due bambini Sara e Roberto che, come lei già sicuramente saprà, sono portatori di handicap grave e giudicati invalidi al 100%.
Non molto tempo fa, avevamo interessato sia Organi Istituzionali che d?Informazione, nel tentativo di dare la maggior visibilità possibile alla summenzionata situazione e riuscire così ad ottenere che il Suo predecessore ponesse in essere una qualche forma di attenzione nei confronti di questi suoi concittadini.
Successivamente alla nostra segnalazione, solo la Nuova Sardegna (anch?essa da noi interessata) aveva pubblicato un articolo (quotidiano m.26 del 24 maggio u.s.) illustrando ampiamente il caso in questione.
Riteniamo sia inutile rammentarle, in quanto confidiamo sul fatto che Lei sia già documentato in tal senso, che Carlo IBBA è da lungo tempo disoccupato ( al momento ha reperito una temporanea occupazione che avrà termine nell?Agosto p.v.) e che il nucleo familiare vive in una precaria abitazione in locazione corrispondendo un canone di 225 euro mensili. Così come saprà anche che Carlo IBBA e Luisa Caddeo hanno più volte tentato di ottenere, vanamente, un alloggio IACP e che la situazione sanitaria dei due bambini Roberto e Sara è a dir poco penosa essendo affetti da una patologia estremamente rara e per la quale si renderebbe assolutamente indispensabile una diversa situazione alloggiativa.
Questi suoi 4 concittadini sono stati sinora dimenticati dalle Istituzioni locali quasi ad affermare il principio secondo il quale per esorcizzare situazioni simili basti voltarsi da un?altra parte e non guardare, attendendo che, come per magia, le stesse si dissolvano nel nulla!!
Ci permettiamo di allegarLe, per completezza, copia della segnalazione a suo tempo inviata ad Istituzioni ed Organi di Stampa (compreso il suo predecessore che però non ci risulta abbia posto in essere alcunché di concreto).
La portiamo inoltre a conoscenza che questa lettera sarà pubblicata sul nostro bolg(http://vocinelsilenzio.blog.tiscali.it) e che verrà contestualmente inviata a tutti gli organi di informazione già precedentemente interessati.

Riteniamo che l?opportunità di dare inizio al Suo delicato mandato con un intervento che affermi i sacrosanti principi della solidarietà e della giustizia(tanto decantati ma raramente applicati), possa essere di buon auspicio per l?attività di Amministratore del paese di Vallermosa, che da pochi giorni è stato chiamato a svolgere”.

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il cielo in una stanza

5 Giugno 2007 3 commenti


Che cosa è il genio? si chiedono gli amici beffardi del film. Cos’è il genio? Un respiro lunghissimo e poi… il cielo in una stanza

Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi,
alberi infiniti
quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola
no, non esiste più.
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui
abbandonati
come se non ci fosse più
niente, più niente al mondo.
Suona un’armonica
mi sembra un organo
che vibra per te e per me
su nell’immensità del cielo.
Per te, per me:
nel cielo

Testo di Gino Paoli

Cos’è il genio? il quadro che accompagna il cielo di Paoli è lo stupendo “embrace” di Pablo Picasso

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