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Archivio Luglio 2011

Einsatzgruppen – pensieri sulla natura dell’Olocausto

24 Luglio 2011 1 commento

“Einsatzgruppen”  è un insieme di riflessioni che ho deciso dapprima di appuntare qua e là come spesso faccio, per poi diventare un libro.  Riflessioni sulla natura umana e sulla semplicità con la quale il male può giungere a condizionare un popolo e poi, il mondo. Il libro esamina i fatti a partire dalla gioventù di Adolf Hitler fino a dopo la caduta, agli esperimenti del professor Milgram.  Scrivere questo libro è stata una esperienza straordinaria, di confronto con me stesso e con i fatti che piano piano scoprivo nella loro devastante tragicità

Ringrazio la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contamporanea  di Milano che ha accettato di accogliere il mio lavoro nella sua biblioteca ed lo ha reso disponibile per la consultazione e il prestitoeinsatzgruppen

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l’imbianchino

19 Luglio 2011 2 commenti

Normalmente circa  tremila fra disegni e i dipinti (carboncino, acquerello e olio, su carta, tela e legno) vengo attribuiti ad Adolf Hitler .  Negli anni della povertà estrema, quando si ritrovò a vivere come un barbone in una sorta di ostello per i poveri a Vienna Hitler tentò di essere soprattutto un pittore

Dopo  la caduta del Reich le sue pitture divennero oggetto di  caccia da parte di ufficiali alleati in cerca di souvenir e questa è la fine che una parte delle sue opere subì.

Molte altre  opere di Hitler furono da lui stesso regalate  alla famiglia Muellern -Schoenhausen, di Vienna, al fotografo personale Heinrich Hoffmann (furono confiscate dagli  americani e scomparvero)  . Circa  altri cento disegni, regalati alla propria padrona di casa Anni Winter, furono sequestrati e pure loro scomparvero: solo in piccola parte vennero ritrovati e consegnati agli archivi di stato di Monaco di Baviera dove si trovano ancor oggi. Cento dipinti messi in salvo da Christa Schroeder, segretaria di Hitler, ricomparvero negli Stati Uniti. Se ne salvarono solo alcuni che la Schroeder disse essere opera di suo padre.

hitler paesaggio di guerra Il paesaggio di qui di fianco riproduce il villaggio di Haubourdin vicino a Lille dove la  compagnia di Hitler, nel 1916, alloggiò per qualche mese .

Tutto sommato Hitler è nun discreto paesaggista con un stile portato al dettaglio e con un  uso abbastanza personale delle tinte pastello.  Nelle sue opere infatti gli oggetti ritratti non sono mai completamente  e pienamente illuminati, il colore è sempre velato, l’immagine distante e un pò indefinita.  L’illustrazione della realtà che ottiene Hitler si presenta come un impasto di colori che manca della meravigliosa indeterminazione di un Turner o le magiche sfumature dei paesaggisti francesi, per perdersi in una miriade di dettagli . Sono in sostanza dei quadri discreti, senza il dono dell’arte

Ma lo sappiamo, era destinato ad altre cose..

Haubourdin

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i beccamorti

13 Luglio 2011 Commenti chiusi

Nella vita tutti prima o poi troveremo i “beccamorti”.  Non mi riferisco a quelli che ci accompagneranno nell’ultimo viaggio, quella è gente che lavora e che vive di quelle cose . Mi riferisco a figuri che sono pregni di ipocrisia, di perbenismo e di buoni principi.  Gente, per intendersi, che ha scalato le cime più o meno alte della carriera appoggiandosi a conoscenze, partiti, mafiosi, preti e chi più ne ha più ne metta. Gente che veste in gessato grigio scuro e cravatta, che ha sempre in mano il blackberry, che il venerdi sta senza cravatta perchè poi si parte per la casa al mare. Gente che non vota Berlusconi, perchè non è un industriale, ma adora Marchionne perchè a detta loro è “stronzo”.  Gente che non esita un istante a distruggere la vita di una persona nel nome del dovere, che ha sempre il cognome del Capo. Gente come Eichmann. hitller - paesaggio bucolico

Il paesaggio bucolico rappresentato è di un autore che farebbe la gioia dei miei e dei vostri beccamorti : Adolf  Hitler

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sentimento terso

9 Luglio 2011 Commenti chiusi

Quando scoppiò il “caso Mondadori” lavoravo ancora in ditta Olivetti e si era in piena “prima repubblica” o era del pentapartito. Molti, tutti forse hanno dimenticato cosa fosse il pentapartito: un gruppo di potere radicato dal 1977, ovvero da quando le Brigate Rosse rapirono e assassinarono Aldo Moro, ponendo fine alla stagione del dialogo con il PCI, stagione che doveva portare all’ingresso del partito di Berlinguer nell’area di governo. Il pentapartito fu l’espressione di quanto più anti comunista e anti liberista potesse esistere in Italia, generando una cricca di potere xhe tutti sperarono morisse con tangentopoli. Poi un figlio minore del pentapartito promise un milione di posti di lavoro e ciò che mosì fu l’Italia che si opponeva a Tangentopoli…

Chi operò la manovra nota come Lodo Mondadori era integrato alla perfezione nella mentalità del pentapartito e di tangentopoli. Era associato ad una loggia che si proponeva di sovvertire le libere istituzioni con il controllo dell’informazione, della TV e della cultura.

La sentenza conferma ciò che era saldo nei cuori e  dona un pò di un sentimento terso a chi come me aveva visto in quella stagione fra il 1971  e il 1977 il sorgere di un alba di un giorno migliore che poi non venne

Dobbiamo riflettere non tanto sul fatto che chi ci governa sia condannato come truffatore, quando sul fatto che dal 1945 a oggi condanne simili si sono ripetute e noi con regolare e disarmante leggerezza continuiamo a credere in un mister nessuno che ci vende un milione di bolle di saponegioco magico di Lucia Merli

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essere alieni e non avere la pelle verde a scaglie

7 Luglio 2011 Commenti chiusi

Arrivarono in due ed erano abbastanza. Vestiti di nero come due beccamorti. Lessero la sentenza che non accettava discolpe. “Ci spiace, ci spiace tanto…”

La professionalità non si discute, mai discussa ma…

Essere fuori. Strana sensazione la disoccupazione. Diventare alieni. Non è una questione di colpa perchè non ho commesso nulla per sentirmi in colpa. Non è vergogna, io sono meglio dei due beccamorti e poi son dovuti venire in due, Direttore Generale e Direttore operativo per far fuori me, il reietto.

Essere fuori perchè mentre tutti hanno da fare, la sola cosa che mi è restata è trovare qualcosa da fare.

Essere alieni perchè per molti ho commesso un segreto reato e per pochi sono una vittima della vita.

Non sono reo e non sono vittima. Semplicemente due squallidi sepolcri imbiancati hanno eseguito degli ordini.

Come fecero quei signori in Germania, signori bene educati come Eichmann, Heydrich, Frank, Rosemberg, Hoss.

Poi la vita sterza e ritoni ad essere umano. Lavorare proprio per la concorrenza, proprio contro di loro.

Contro chi? In fondo i due beccamorti hanno eseguito il loro compito, si sono lavati  la coscienza con un “ci spiace, ci spiace…tanto”

Ma non posso smettere di sperare che un giorno tutti questi beccamorti vengano travolti da un gigantesco vomito che li soffocherà e li trascinerà nelle fogne della vita.

Così che anche noi alieni potremo dire “ci spiace… ci spiace tanto”

sopra la città

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per vivere ho vissuto

6 Luglio 2011 Commenti chiusi

Sono passati mesi, meglio anni, senza che scrivessi su questo spazio.

Cosa ho fatto? Ho scritto un libro,  “Einsatzgruppen, pensieri sulla natura dell’Olocausto” , edito da Statale 11.  Ho superato le traversie della vita,  ho scoperto che alcune persone apparentemente gentili ed educate sono degli sciacalli senza scrupoli, dei sepolcri imbiancati. Le persone  oggigiorno valgono  un “mi dispiace” e nulla più.  Parafrasando un titolo famoso per vivere ho vissuto.

einsatzgruppen - pensieri sulla natura dell'olocausto

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