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carpe diem

17 Gennaio 2005 2 commenti


Iniziamo dal quadro. Si intitola “Impresion. Soleil Levant” . E’ di Claude Manet. All’inizio nessun gallerista accettava opere di alcuni giovani artisti come Pisarro, Renoir, Monet e Degas, così che essi fondarono una società, chiamata “Società anonima di pittori, scultori, incisori” col fine di organizzare in proprio le loro esposizioni.
Un critico, Louis Leroy , coniò il termine impressionisti, in senso dispregiativo, proprio traendo spunto dal titolo del quadro che ho allegato.
L’idea che animò quegli artisti fu quella di riprodurre l’attimo fuggente.
Il quadro rappresenta uno scorcio del porto di Le Havre. E’ l?aurora, quando il sole inizia a filtrare attraverso la nebbia mattutina. L’artista non si preoccupa minimamente di ritrarre ciò che ha innanzi. Non ne cerca la riconoscibilità ma abbozza forme indistinte. Le barche sono solo due ombre scure, il cerchio del sole rimanda alcuni riflessi nell?acqua, un insieme di gru e ciminiere fumose si intravvedono in lontananza, ma si tratta di particolari appena abbozzati. E’ l?impressione visiva che si coglie guardando questa immagine che costituisce l’anima del quadro. Nella sua pittura esiste solo la realtà sensibile, ossia solo ciò che l?occhio coglie d?istinto: la luce e il colore.
Quindi l’attimo fuggente è legato all’istinto. La poesia spesso è legata all’immagine che ha valore per il tempo necessaria a scriverla e poi scompare, che muta in qualcosa d’altro. Il poeta descrive il momento. Usa aggettivi che lo ispirano in quell’istante e quell’istante preciso vuole descrivere. La poesia che segue è di un grande poeta turco , Nazim Hikmet.

Arrivederci fratello mare

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.

Il personaggio che ha scritto questi versi non si può descrivere in poche parole. nella sua autobiografia, che è una poesia , conclude così :

…ma verso i sessant’anni mi sono innamorato
in una parola compagni
anche se oggi a Berlino sono sul punto
di crepare di tristezza
posso dire di aver vissuto
da uomo
e quanto vivrò ancora
e quanto vedrò ancora
chi sa.

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